venerdì 2 giugno 2017

GIORGIO BÁRBERI SQUAROTTI LA FIGURA FEMMINILE NELLA POESIA BARBERIANA

Oltre Scrittura riporta  la nota critica della poetessa e scrittrice Valeria Serofilli  in omaggio a Giorgio Bárberi Squarotti, prematuramente scomparso.

GIORGIO BÁRBERI SQUAROTTI
LA FIGURA FEMMINILE NELLA POESIA BARBERIANA


Bárberi Squarotti è indubbiamente tra i più autorevoli critici letterari e saggisti viventi del secondo novecento, a sua volta anche autore di versi, pur se forse meno conosciuto sotto questo aspetto  nonostante abbia al suo attivo una ventina di raccolte poetiche.
In qualità di lettrice ed autrice donna, il presente contributo intende  analizzare un topos tipico della poesia barberiana quale le diverse epifanie femminili, vere memorie letterarie e pittoriche, con particolare riferimento alla lirica L’inizio della festa tratta  da Le Langhe e i sogni (Edizioni Joker, Novi Ligure 2003) e con occhio rivolto alle fonti iconografiche. Se, infatti, lo studioso olandese Huizinga usa l’iconografia come fonte storica, in questa sede s’intende individuare nell’iconografia un probabile fil–rouge che accomuna la figura femminile della lirica barberiana a raffigurazioni di donna in alcuni capolavori pittorici. Come dichiara Bàrberi stesso, questa è la raccolta a cui è particolarmente legato, in quanto in essa affronta tematiche a lui care quali l’erotismo, l’amore e la natura. E in quasi tutte le sessantacinque liriche che compongono il volume, si ritrovano immagini di figure femminili.“Volle offrire la festa dell’inizio” recita la lirica L’inizio della festa che non a caso apre la raccolta. Rigorosamente datata come le altre liriche del libro e caratterizzata dall’originale chiasmo iniziale, questa costituisce un testo in cui metafora e allegoria s’intrecciano in sapido equilibrio tra classicità e modernità. Se nella raccolta precedente del 1983, Visioni e altro, spettava alla Giovinezza il ruolo di introdurre il lettore alle visioni,  ne Le Langhe la protagonista che  apre la festa  è  una precaria Verità: nome che in altri testi quali l’illuminante lirica Cinema, in “Bollettario” 30/33,  la donna porta addirittura impresso sulla pelle candida: «Di colpo, mostrò allora il nome scritto / sulla pelle candida, che è quella / dell’esterna e precaria Verità».
Difficile dire di quale inizio si tratti. Senz’altro un inizio in cui l’atto dello  spogliarsi acquista un chiaro valore metaforico, nel senso di ricerca della propria essenza più autentica e nello stesso tempo il riscatto del proprio mal di vivere e della propria inettitudine. Come se il nudo rivelarsi del corpo femminile si volesse contrapporre allo stato verginale che rappresenta invece il non manifesto, il non rivelato:
“(…) sconsolata (…). si sedette / sul divano viola, il capo curvo / (…) poi si decise per il solo riscatto l’unico riscatto possibile della sua inettitudine, / iniziò a spogliarsi, pure in questo / inesperta (…)”.

La  prima immagine femminile a dare inizio alla festa è dunque una donna psicologicamente depressa, seduta a capo chino e circondata da un caotico disordine di oggetti che le appartengono e che tuttavia sembrano sfuggire al suo controllo.
Questa figura riporta alla mente la celebre Melancholia I del Dürer, di complesso significato  allegorico, anch’ella assisa con la testa reclinata, pur se  circondata solo da strumenti geometrici. Del resto per Squarotti il corpo femminile è una “divina melancholia di tutte / le avventure e le attese e la speranza / della bellezza della carne dell’anima” .
La depressione e l’umor nero che attanagliano la protagonista della lirica, come dell’incisione del Dürer, derivano forse dalla scoperta del nulla e del vuoto, che è anche ansia di superamento. Nausea per Sartre, per Moravia noia. Contro il nulla,quindi, la forza della parola poetica che si fa corpo. E quale forma è più aggraziata ed evocativa del corpo femminile? Così la parola barberiana si fa donna, e corpo nudo perché nuda è la raffigurazione iconografica della Verità e le numerose personificazioni di essa. Nuda è la protagonista de Le  déjeuner sur l’herbe (1863) di Manet: sulle orme del Concerto campestre di Giorgione o Tiziano, la tela intende  infatti rappresentare la conversazione tra una donna e giovani accuratamente vestiti. Anche in altre liriche del nostro ritroviamo immagini muliebri completamente nude quali la ragazza al balcone della piazza nella lirica Gocce, le fanciulle sull'altalena ( Nel  1902, sempre da Le langhe e i sogni),o, ancora, la signora sopra il letto dell’occhialaio (si veda la lirica  L’occhialaio di Amsterdam in Visioni e altro). Si spoglia completamente  anche Vale, dell’omonima lirica sempre da Le Langhe, mentre ha nudo solo il seno l’alta ciclista bionda, come a seno nudo sono la Libertà di Delacroix e i personaggi femminili di certi quadri storico-patriottici di Velazquez e dell’Hayez.La pennellata della parola poetica di Bárberi Squarotti è precisa e i nomi urgono nella sua poesia come colori puri sulla tavolozza di un pittore.Un nominalismo inserito però in un contesto onirico, in una compenetrazione tra sfera razionale e gioco creativo che supera il tradizionale interferire di ragione e sentimento.
Sul piano della sintassi il discorso poetico è paratattico, per cui scorrevole ed elegante, caratterizzato da proposizioni parentetiche di rilevante funzione esplicativa, nonché costantemente tenuto su livelli di chiara rilevanza simbolico metaforica ad iniziare dal titolo della lirica.
Figure retoriche
Allitterazioni della “f”: v.1: ”offrire la festa”;
della “s-t”: v.2: nella sua stanza appena sistemata”;
 della “s”:
v.4: spaiata,  nera, su una sedia”;
 v.5:“mutandine appese alla finestra”; 
 v.6 : “forse sporco storto”;
 v.13: “sconsolata e affannata ssedette”;
della “n”: v. 3: “quante negligenze”;17,18;
della “b”: v. 9: “ bottiglia di Barbera”;
della “ne”: v.5: “ mutandine appese alla finestra”;
della  “r”: v.15: ” per celare le lacrime tremante”;
della “t”:
v.10: “… le pizzette tutti”;
v.12: “sul pavimento fin oltre la porta”;
v.19 “inesperta e turbata e imbarazzata”;
v. 21: “ la verità che è, finalmente”;
Similitudine v.21: “Come la Verità che è”; si tratta di una similitudine densa di significato con quel “si mostrò” di pascoliana memoria (si veda “Il lampo” v.1: “E cielo e terra si mostrò qual era”);
Climax (gli aggettivi riferiti alla protagonista sono graduati per intensità crescente) v.8: a fatica riuscì ad aprire la bottiglia”; v.12 “sconsolata e affannata ;
Anticlimax (gli aggettivi riferiti alla protagonista sono graduati per intensità decrescente)  v.19: “inesperta e turbata e imbarazzata”;
Enjambements vv. 8-9; vv. 10-11; vv.11-12; vv.13-14; vv.16-17;
Se nella prima parte della lirica prevale uno stile nominale, nella seconda parte si ha una prevalenza di oggetti e aggettivi al fine di dare un ritmo frenetico alla lirica, come travagliato è l’animo della protagonista. La tensione drammatica è tuttavia qui stemperata  ora nel gioco di un’amara ironia, che Bárberi tanto apprezza in Sanguineti, “ora in una fraterna pietas per la vicenda dell’uomo” come evidenzia Pappalardo La Rosa nell’accurata prefazione al volume.
Ma è nei versi finali che la protagonista ci addita l’unico suo possibile riscatto e il senso del suo inizio, spogliandosi, “pure in questo / inesperta e turbata e imbarazzata” e mostrandosi ”nuda nel vivo fulgore / come la Verità che è, finalmente “. Una verità altra, dipinta oltre il microcosmo del quotidiano. La poesia barberiana, dal bel sembiante di giovane donna, che sia allegoria della poesia, della Verità o del sogno, comunque si delinea come la sola in grado di colmare il vuoto che sempre generano il Caos, il Nulla, il linguaggio-manipolazione, dando un senso e cristallizzando per sempre, nero su bianco, l’armonico fluire di visione e sogno, di una parola che si fa corpo, l’unica vera festa duratura.

Valeria Serofilli

Testo poetico



L’inizio della festa
(da Le Langhe e i sogni, Edizioni Joker, Novi Ligure 2003).
Autore Giorgio Bàrberi Squarotti


Volle offrire la festa dell’inizio
nella sua stanza appena sistemata
(e quante negligenze, tuttavia:
una calza spaiata, nera, su una sedia,
le mutandine appese alla finestra,
un fazzoletto forse sporco, storto,
un quadro con le rose e i tulipani),
ma soltanto e a fatica riuscì
a aprire la bottiglia di barbera,
e i dolci e le pizzette tutti si erano
confusi, e rotolarono le arance
sul pavimento fino oltre la porta):
sconsolata e affannata, si sedette
sul divano viola, il capo curvo
per celare le lacrime tremanti,
poi si decise per l’unico riscatto
possibile della sua inettitudine,
iniziò a spogliarsi, pure in questo
inesperta e turbata, e imbarazzata
si mostrò nuda nel vivo fulgore
come la Verità che è, finalmente.

Torino, 1 gennaio 2002
                 
  

Nota biobibliografica del poeta
Giorgio Bàrberi Squarotti (Torino, 1929) è un critico letterario, saggista  e poeta italiano. È stato allievo di Giovanni Getto all'Università di Torino, dove si è laureato nel 1952 con una tesi sull'opera letteraria di Giordano Bruno.Presso la stessa università ha insegnato Letteratura italiana dal 1967 al 1999. Con Angelo Jacomuzzi ha diretto Letteratura e critica: antologia della critica letteraria in 2 volumi presso D'Anna (prima ed. 1967) e Critica dantesca: antologia di studi e letture del Novecento (prima ed. 1970).Dopo la morte di Salvatore Battaglia è diventato responsabile scientifico del Grande dizionario della lingua italiana UTET, presso la quale ha anche diretto una Storia della civiltà letteraria italiana in 6 volumi (1990-96).Più di recente ha collaborato a testi e antologie scolastiche della Atlas.È consigliere-fondatore della Fondazione Marino Piazzolla..
Opere
Tra i Saggi citiamo
  • Tutto l'Inferno. Lettura integrale della prima cantica del poema dantesco, Milano: F. Angeli, 2011
Tra le Raccolte di poesie
·         La voce roca, Milano: All'insegna del pesce d'oro, 1960
·         Le langhe e i sogni, Novi Ligure, Joker, 2003.




martedì 30 maggio 2017

L’ARMATA DEI RIBELLI E IL MONDO OMEGA DI MAX PERONTI


OLTRE SCRITTURA SEGNALA
L’ARMATA DEI RIBELLI E IL MONDO OMEGA
DI
MAX  PERONTI




L'intera opera è divisa in dilogie che pur avendo personaggi in comune, possono essere lette indipendentemente l'una dall'altra. - Il primo capitolo '' L'Armata dei Ribelli'' -Il Mondo di Omega, volume dedicato all'ambientazione dei romanzi.
Disponibili dal 29 maggio presso le Librerie Feltrinelli e Mondadori, IBS, Amazon, sito web www.astroedizioni.it


 ISPIRAZIONE E CURIOSITÀ
Ho iniziato a scrivere questo libro anni e anni fa durante una lezione universitaria troppo noiosa. Così, tanto per passare il tempo. Poi giorno dopo giorno mi sono appassionato alle “vite” degli stessi personaggi che stavo creando… e da allora non ho più smesso di scrivere!
Non mi sono ispirato a nessun autore in particolare. Amo il fantasy sin dall’infanzia e ho letto i romanzi di decine di autori: da Tolkien a Martin, passando per Terry Brooks, Salvatore, Goodkind e tantissimi altri. Da ognuno di loro ho cercato di prendere ciò che più ho amato e riversarlo nella mia opera. Per esempio di Tolkien ho amato la profondità e completezza del mondo creato, di Martin la crudezza delle scene descritte, e così via…
OMEGA è un romanzo diviso in due volumi, il primo è l’Armata dei Ribelli, e il secondo, del quale perdonatemi se non rivelerò il titolo, sarà la conclusione della storia. A scanso di equivoci comunico sin da subito che ho finito di scrivere il secondo volume, quindi non c’è nessun rischio di rimanere senza un finale. OMEGA è la prima dilogia (o duologia come piace dire a molti), ne seguirà una seconda, anch’essa già terminata, che pur riprendendo alcuni personaggi della prima potrà essere letta indipendentemente da questa. Non amo le saghe infinite che lasciano il lettore senza una conclusione, così ho preferito intendere l’opera come una serie di romanzi da due volumi auto conclusivi, legati tra loro però dall’ambientazione (il pianeta Nahurm) e alcuni personaggi che si ritrovano in più di un romanzo. Inoltre penso che dopo quasi mille pagine un lettore abbia diritto a sapere come finisce una storia! Al tempo stesso però voglio dare la possibilità a coloro che leggeranno la prima dilogia, di continuare a vivere le avventure di alcuni dei loro eroi preferiti anche nella seconda (e perché no, magari anche in una terza) e immergersi sempre di più nell’immenso e dettagliato mondo che ho creato.

Contemporaneamente ad Omega- l’Armata dei Ribelli- uscirà anche -Il Mondo di Omega- un libro molto più corto (127 pagine) dedicato alla descrizione del pianeta dove i personaggi da me creati vivono le loro avventure. Perché ho deciso di realizzare un libro del genere?
Perché da amante del fantasy troppo spesso all'interno di un romanzo non ho trovato risposta a moltissime domande. Quali? Per esempio come è stato creato il mondo? Perché, e come funziona la magia? Quando sono apparse le diverse razze che popolano il pianeta? Perché esiste il conflitto eterno tra luce e tenebre?
E ancora: quali guerre o sconvolgimenti naturali hanno portato il mondo ad essere come è oggi? Come è nato un regno o addirittura un impero? E gli eserciti più famosi? I loro eroi?
Il Mondo di Omega, risponde a tutte queste domande, e molte altre, un approfondimento sia per veri amanti del fantasy, che per coloro che si avvicinano per la prima volta al genere


SINOSSI/TRAMA DI OMEGA L’ARMATA DEI RIBELLI

In pochi anni il sanguinario Imperatore Zorks è riuscito sottomettere con la forza delle armi e il potere della sua magia gran parte dei regni liberi di Panteia. Nessuno sembra in grado di fermarlo, finché dall’Alzania emerge un eroe dal volto sfigurato, che accende la fiamma della ribellione. È l’inizio della resistenza. In un affresco ricco di personaggi, alcuni nobili e valorosi, altri scaltri e subdoli, un pugno di eroi partirà alla ricerca di alleati, combattendo sanguinose battaglie, ma soprattutto imparando a conoscersi nel profondo.

IL MONDO OMEGA SINOSSI
Il mio nome è Jean de Pois. Dopo aver passato tutta la vita a cercare testimonianze su testi antichi, ascoltare leggende e ballate, finalmente, nell’anno 1085 della Quinta era, sono pronto per narrare come gli dei hanno creato Nahurm e le vicende dei popoli che l hanno popolato, dall’alba dei tempi sino a oggi. Approfondimenti ed epica dietro l’epopea fantasy Omega, di Max Peronti.
1. Storia di Nahrum dalla Prima alla Quinta era
2. Le divinità e l’equilibrio
3. La magia
4. La vita nella Quinta era
5. La storia dei regni degli uomini


BIOGRAFIA  AUTORE
Max Peronti, appassionato di Storia militare antica e medioevale, si è laureato in Scienze strategiche nel 2002. Zaino in spalla, ha solcato i deserti dell’Iraq e dell’Afghanistan, le savane africane e le antiche terre dei celti. Chitarra e musica rock sono le sue compagne di viaggio, un dado a venti facce la sua bussola.








lunedì 29 maggio 2017

A Oltre Scrittura Antonio Zedda e la sua Bianca. Una storia d’amore di vita ed esempio.


 Il solo posto al mondo in cui si può incontrare
 un uomo degno di questo nome è lo sguardo di un cane.

(Romain Gary)





Oggi nel mio spazio mi occuperò dell’arte più grande che esista in tutto l’universo: l’arte dell’amore per ogni essere vivente.  A Oltre Scrittura arriva una storia che non ha avuto grandi riscontri mediatici, ma per me è una storia senza dubbio bella da raccontare. Che sia da esempio, affinché questi piccoli e grandi gesti di solidarietà conducano l’uomo a un’evoluzione in cui manifesti la necessità di prendersi cura non solo della sua specie ma di tutte quelle che lo circondando. 
Oggi parliamo di “abbandono degli animali”, uno dei problemi che, soprattutto all'apertura della stagione estiva, ritorna attuale e, seppur la sensibilizzazione sia tanta e le associazioni animaliste in crescita, i dati restano allarmanti:  si pensi che ogni anno   sull’ intero territorio nazionale   vengono abbandonati   una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti stradali, di  fame  o a causa di maltrattamenti.  E seppur esiste la legge 189/2004, in cui l’abbandono è stato riconosciuto come un reato punito con l’arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro.  (Dati fonte web)
Le cose non sono cambiate!  E questo ci deve fare ben riflettere a quanto ancor oggi vediamo l’animale domestico come un semplice oggetto da lasciare per strada, quando diventa d’intralcio. Dovremmo essere un paese civile, ma vedendo ciò che avviene, anche tra esseri della stessa specie, non posso che prendere atto che siamo molto lontani dall'esserlo. Per sensibilizzare quest’argomento oggi vado fuori dagli schemi del mio Blog e parlerò, come anticipato, dell’arte dell’amore, portando tra queste pagine una storia di un grande amore incondizionato tra un uomo e un randagio.Questa è la storia di Antonio e Bianca e il loro incontro.


Antonio tu arrivi dalla bella Sardegna, terra di sole, mare e tante tradizioni. Qui l’incontro con Bianca, vuoi raccontarci com’è avvenuto?

Una sera tornando dal lavoro, non so se per caso o destino, cambiai strada per rientrare a casa e qui avvenne il nostro primo incontro. La vidi ferma immobile, si guardava intorno impaurita, era nascosta dietro alcune pompe di un distributore del quartiere. Mi avvicinai, ma lei si spaventò e scappò via. Questa cosa mi colpì, perché solitamente ho sempre avuto un buon rapporto con i cani, non desto quasi mai timore in loro, ma in questo caso Bianca scappò. Passai la serata a pensarla. L’indomani rifeci la stessa strada e la ritrovai lì, nello stesso punto del giorno prima. Notai che era ferita e infreddolita e decisi di informarmi tra la gente della zona per sapere da quanto tempo quell’animale fosse in quelle condizioni. La risposta fu sempre la stessa: “Da quando è morto il suo compagno di strada, un cane lupo, è inavvicinabile!” La sua storia mi colpì molto: vedere quella bestia così sola e spaventata mi ferì! Ero già affezionato a lei, il mio desiderio di difendere la sua vita si faceva sempre più forte; così ripassai anche l’indomani. Iniziai con un fischio. Poi il giorno dopo sempre alla stessa ora, sempre il solito fischio, "Bubu" così la chiamavo, solo dopo capii che era una femmina. Passavano i giorni, sapevo qualcosa in più! Vedevo che tanta gente andava a portarle da mangiare, ma era impossibile avvicinarsi e la sua ferita peggiorava. Lei non si fidava ancora. Iniziai a dedicarle i sabati sera, quando era chiuso il rifornitore, e la domenica. Non si avvicinava ancora ma ormai mi riconosceva. Un giorno, verso le sedici, andai al tabaccaio, in una via lì vicina, uscii e con mia grande sorpresa vidi Bianca poco distante che mi aspettava.  La gioia fu immensa: iniziava a fidarsi!  Fu un passo determinante! Ormai la sentivo parte di me e il mio affetto era sempre più grande. Passò velocemente il tempo, ormai Bianca ed io facevamo dei piccoli percorsi insieme. Lei sempre dietro di me, la diffidenza non era ancora vinta, poi la riaccompagnavo nella sua zona e le lasciavo del prosciutto. E così è stato per molti giorni che sono diventati mesi. “Era il mio cane!” lo sentivo.  In quelle sere a farle compagnia ne vidi davvero di tutti i colori. Bianca era spaventata dai ragazzi che giravano in zona, alcuni gli lanciavano dei sassi; era sempre in agitazione e scappava qua e là, non trovava pace.  Visto le sue condizioni, dovevo fare qualcosa e anche in fretta, andai al comune, chiesi l'adozione. Mi fecero molte domande, sembrava strano che qualcuno si potesse interessare a un cane di undici anni, in quelle condizioni e inavvicinabile; ma la pratica passò.
La stessa sera però la mia gioia venne interrotta da  una telefonata  che mi avvisava che gli abitanti del quartiere non ci stavano a questa adozione, anche loro l’amavano e l’accudivano e volevano restasse libera.  Quella non era una petizione per il benessere di quel povero animale. Mi infuriai e senza pensarci troppo me la andai a prendere. Quella sera diluviava la trovai infreddolita e bagnata, la presi  con forza e la portai a casa.  Non sapevo come fare, l’animale era ferito e le voci nel quartiere della sua scomparsa portavano a me.  Ero spaventato: chiamai Costantino, l’operatore del canile, che mi diede una grossa mano, comprese il mio stato e capii che quella bestia aveva bisogno di me quanto me di lei; così decise di aiutarmi; prese il cane lo portò al canile e iniziò a curarlo, fu una grande prima vittoria. Poi le pratiche per l’adozione. Da lì iniziò un percorso di recupero che sa del miracoloso. Bianca nonostante la sua età fece progressi incredibili.



Cosa hai visto in quell'animale da spingerti a volerla ad ogni costo aiutare?

Ho visto in Bianca, più che la disperazione, un abbandono totale di sé.  Un non voler forse più vivere. La sua solitudine era ormai parte di lei e non riusciva a superarla. Aveva perso il suo riferimento, il suo unico amico.

Bianca era conosciuta nella zona come mai nessuno prima di te ha deciso di adottarla?  

Devo essere sincero, il cane, di quartiere, è come un’impronta indelebile, come un marchio. Sembra che tutti facciano a gara a portarli da mangiare ecc. Ma è  solo un lavarsi la coscienza. Gli anni passano e il cane diventa “del quartiere”, un termine elegante, forse, ma non cambia la situazione dei cani, come Bianca, che invece sprofondano nella disperazione e solitudine, sopratutto se hanno un problema.  È un tabù da superare; bisogna che le persone sappiano che anche i cani di quartiere hanno diritto a essere adottati.




L’amore per gli animali è fonte sicuramente di arricchimento emotivo in un uomo, per te lo è stato cosa ti dà la sua presenza nella tua vita?

È un rapporto di vera amicizia mi ha rimesso con i piedi per terra, mi ha rimesso su responsabilità precise, mi ha fatto crescere ancora!

Un appello contro l’abbandono?
Chiunque abbandoni un animale, abbandona se stesso,la sua parte più vera,fermatevi un attimo, pensateci bene,non abbandonateli!  

Oggi Bianca è felice?
È passato ormai più di un anno e Bianca ora possiede una casa, una famiglia ed è felice.

 Ringraziando Antonio per la sua testimonianza, rinnovo il suo appello.
Non abbandonateli!  Meritano amore e rispetto quello che danno a noi ogni giorno.


 Intervista a cura di Monica Pasero






sabato 20 maggio 2017

UN PO' DI PROMOZIONE :)

Si ringrazia la "Rivista Idea" e il giornalista Enrico M. Di Palma per l'attenzione nei miei confronti.
La rivista è on line  

CLICCATE QUI PER LEGGERE L'INTERVISTA



mercoledì 17 maggio 2017

Oltre Scrittura segnala " Luce Sensibile" di Arteiu


 Oltre Scrittura segnala 

Luce Sensibile 

 Arteiu





  

"Luce Sensibile" raccoglie riflessioni concepite in età giovanile, oggi dove i ventenni ancora influenzati dall'adolescenza si confrontano con il mondo adulto. Le chiavi di interpretazioni dei testi riguardano tutte le stagioni della vita, presentate con linguaggi diversi ma allo stesso tempo complementari. Il libero componimento del comunicatore Arteiu manifesta il bisogno di scrittura come condivisione di emozioni verso se stesso e con il prossimo, definendo su carta ciò che si nasconde nella vita frenetica.


Disponibile dal 17 maggio in due versioni


mercoledì 3 maggio 2017

Contest letterario LO SCRIVO DA ME


  

Il sito “Lo scrivo da me” organizza il suo primo: 
Contest letterario
Aperto a tutti gli scrittori e poeti italiani.
Tema
Cammino in mezzo alla natura, solo con i miei pensieri.
 Riflessioni in un viaggio a contatto con la natura e emozioni


BANDO DI PARTECIPAZIONE

-Sezione  poesia:  si partecipa con una poesia in lingua italiana che non superi i 30 versi.
 -Sezione  Prosa:  si partecipa con  un  testo in lingua italiana  che non superi i 3000 caratteri.
Il materiale dovrà arrivare in formato word, entro e non oltre il  30 settembre 2017. In allegato la ricevuta di quota di iscrizione più i dati personali:nome, cognome, indirizzo e-mail, Titolo opera. alla e- mail:loscrivodamerimini@gmail.com
Il costo della partecipazione è di euro 5,00 da versare tramite bonifico al seguente codice Iban: IT 30 k 07601 05138 286095386099 Causale: Nome, Cognome, sezione. In alternativa con Postapay 5333 1710 4282 2631 intestato a Dati Lorenzo cod. fiscale DTALNZ76D13F205o, stessa causale.


PREMI  PER IL PRIMO,
SECONDO E TERZO CLASSIFICATO

-PRIMO CLASSIFICATO

-Amazon kindle (Oppure Nuance Dragon Naturally Speaking-scrive su dettatura) e una tavola pittorica (omaggio dell'artista Rossella Fiorotto) più attestato di merito.

-SECONDO CLASSIFICATO

-Coupon soggiorno gastronomico: weekend per due e attestato di merito.

-TERZO CLASSIFICATO

 Intervista o recensione che verrà postata sul sito. Più attestato di merito.

La giuria è composta da:

Elisabetta Bagli: Scrittrice, poetessa, blogger , recensionista, Editor Traduttrice.
Monica Pasero: Scrittrice, blogger. Recensionista.
Angela Patrono: Scrittrice, poetessa, giornalista.
Miriam Salladini:  insegnante, recensionista, blogger.
 Nota bene:
 Il giudizio  della giuria è unico e insindacabile.

Tutte le opere saranno riportate in un inserto speciale sul sito Lo scrivo da me.
  

TERMINE MASSIMO INVIO MATERIALE  IL 30 SETTEMBRE 2017.
I VINCITORI SARANNO AVVISATI TRAMITE E-MAIL.







domenica 23 aprile 2017

LEGGERE

 Un libro è un luogo in cui puoi liberare l’anima,lasciarla viaggiare e scoprire che nell'immaginazione vive  la  parte più bella dell’essere umano … immaginare significa aprire varchi nell'infinito, giungere oltre alla materialità esistenziale.  Leggere alimenta il nostro bisogno di evasione,  di mutamento. Leggere aiuta ad aprirsi a nuove possibilità  Un libro può  davvero molto nel nostro percorso di crescita  personale, sempre se viene scritto con lo scopo primario di dono e non di esaltazione di se stesso. Leggete, perché un uomo  che legge è  sempre un passo innanzi alla paura del vivere! È già Oltre!

Monica Pasero  


venerdì 21 aprile 2017

Il Flauto Magico e la luna di neve ( Edizioni Creativa) Di Massimo Baldi. Recensione a cura di Monica Pasero


Fin dalle prime pagine si viene trasportati in terre e tradizioni antiche;  dove il profumo dei ciliegi in fiore inebria questi  versi e ci accompagna in realtà  lontane, in cui la tradizione e lo spirito prevalgono. Forte è la figura della donna che si schiude, in queste liriche, come fior di pruno al sole estivo.
L’autore ci regala una poetica delicata, di altri tempi. I versi fluidi e appassionati rammentano le malinconie di un uomo. I suoi ricordi che tornano e plasmano i sensi, le sue ardite passioni, tormenti e i rinnovati desideri. 
  
“E guardavo quel ciliegio
ora sfiorito
 perduto -
che raccoglie i nostri amori:
e tacendo
li racconta al mondo.”

Liriche che ci portano in contesti metaforici di grande bellezza, dove si avverte il grande rispetto per il sentimento, nella sua totalità,  il quale viene descritto dall’ autore con accuratezza e amore per i particolari. Vi è sentore di grande spiritualità in questa raccolta, suddivisa in tre parti, che ci porta a conoscere correnti poetiche differenti: dalla poesia cinese a quella occidentale fino a
passare agli Haiku: piccole perle essenziali che racchiudono in un respiro una storia. L’amore, in questa silloge, diviene perno universale tra l’essere umano e gli elementi, i quali fluiscono, su queste pagine, unendo la parte umana a quella cosmica. L’autore ne evidenzia la loro costante presenza, riportando all'attenzione la loro silente complicità nei nostri giorni.

“Ma il ciliegio piangeva  perché già sapeva;
e luna,  tacendo, comprese”

Una poesia lontana, in certi versi, ma per questo preziosa, che custodisce il segreto di un animo che scrive, percepisce, sente e racconta le sue emozioni.

“Serba un segreto
Il viaggio della notte-
io lo conosco”

L’autore porta il lettore in un viaggio, quasi onirico, tra spirito e corpo, dove avvertiremo che l’essenza del viaggio è l’amore, perché non v’è nulla che possa unire, esseri di natura diversa, come esso.

Monica Pasero


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