mercoledì 16 maggio 2018

AICAB TEA POETRY XII EDIZIONE FERMOIMMAGINE “Cogli l’emozione che fugge”


OLTRE SCRITTURA SEGNALA

AICAB TEA POETRY
XII EDIZIONE
FERMOIMMAGINE
“Cogli l’emozione che fugge”

L'aicab (Associazione Italiana Cantanti, Attori Autori e Ballerini) nel febbrio scorso lanciò la XII Edizione dell'aicab TEA POTERY che ha come tema "FERMOIMMAGINE - COGLI L'EMOZIONE CHE FUGGE) La scadenza della presentazione delle opere è stata posticipata al 10 giugno 2018. L'evento finale avrà luogo sabato 7 e domenica 8 luglio a Roma in luogo da definire. Qui di seguito vi presento il regolamento con l'invito a prenderne attenta conoscenza e di diffonderlo tra i vostri amici. In ogni modo saremmo lieti se consultaste anche il sito dell'evento: " teapoetry.jimdo.com".

REGOLAMENTO
1 FEBBRAIO – 15 SETTEMBRE 2018
1) L’AICAB, nell’ambito del suo programma proteso alla promozione della cultura nei suoi diversi aspetti, ha deliberato di proporre come lemma della XII Edizione dell’AICAB TEA POETRY il momento del FERMOIMMAGINE: “emozioni da bloccare al volo come in un fermoimmagine”.
2) La presente Edizione è aperta a: PITTORI, SCULTORI, SCRITTORI, POETI, MUSICISTI e FOTOGRAFI. Essa non assume il carattere di concorso ma quello di evento culturale che culminerà sabato 7 e domenica 8 luglio 2018 in una esposizione arricchita dalla recitazione e dalla musica
3) Come dice lo stesso lemma il tema dell’evento è libero, ma le opere devono dovranno esprimere emozioni che potranno legare gli artisti delle diverse discipline tra loro.
4) Ogni partecipante potrà inviare da una a cinque opere siano esse un dipinto, una poesia (massimo 25 versi), un breve racconto (massimo quattro pagine), una canzone (od un semplice brano musicale di 4 minuti), uno scatto fotografico, una scultura.. Poesie e racconti dovranno essere esclusivamente scritte in carattere TIMES NEW ROMAN corpo 12, e dovranno essere inviate (provviste naturalmente dei relativi titoli e del nome dell’autore?.
5) Le varie opere dovranno pervenire entro il 10 giugno 2018 agli indirizzi p.nicole1964@libero.it e guidoclaudiogiannini@gmail.com. Pittori e fotografi e scultori sono pregati di inviare ai due menzionati indirizzi le immagini delle loro opere (comunicando titolo e misure degli originali) , che dovranno essere ad alta definizione poiché entreranno nell’antologia dell’evento. Tutti i partecipanti potranno inviare le opere – che dovranno essere inedite - dal 25 febbraio al 10 giugno 2018. Anche i musicisti e cantanti dovranno inviare un file delle loro opere come allegato e-mail agli indirizzi suddetti. Per ogni dipinto, disegno, fotografia e scultura dovrà essere indicato il titolo.
6) Le opere dei partecipanti saranno inserite nel sito del Tea Petry (https://teapoetry.jimdo.com/xii-edizione-tea-poetry-fermoi…/) a mano a mano che giungeranno. La loro visibilità offrirà ai partecipanti l’opportunità di creare sinergie tra gli artisti; in tal modo un poeta potrà ispirarsi ad un dipinto e viceversa, così come un fotografo potrà ispirarsi ad una musica o ad un dipinto o ad un racconto e così via.
7) Coloro che per la loro opera si sono ispirati ad opere altrui dovranno citarne il titolo.
8) Tutte le opere entreranno nella galleria del nostro sito e daranno vita ad un evento finale che si terrà il 7 e l'8 luglio 2018, in luogo da destinarsi, con una mostra della durata di due giorni accompagnata dalla declamazione delle poesie, dalla lettura di brani dei racconti e da esibizioni canore e/o musicali.
9) Tutte le opere entreranno nell’antologia dell’evento, che sarà tempestivamente pubblicata e sarà acquistata dagli autori e dai visitatori. Evidentemente le canzoni accompagneranno. in un unico CD, le antologie.
10) Per partecipare a questa XII Edizione del Tea Poetry gli artisti dovranno versare un contributo di 15 Euro per un’opera, 33 Euro per tre opere e 50 Euro per 5 opere sulla carta postepay n. 5333 1710 3625 9774 intestata a Guido Giannini, che fungerà da cassiere dell’AICAB (CF: GNNGDU43D27H501J). Copia di tale versamento dovrà essere inviata insieme con modulo di iscrizione allegato, debitamente compilato, agli indirizzi sopra menzionati p.nicole1964@libero.it e guidoclaudiogiannini@gmail.com . Il versamento potrà essere fatto anche a mezzo bonifico al cod. IBAN IT32S0760105138211095411111 indicando come causale “contributo alle spese organizzative di fermoimmagine”.
11) Tutti gli artisti devono impegnarsi all’acquisto di almeno una copia dell’antologia dell’evento e devono sottoscrivere la liberatoria nella quale dichiarano che le opere sono inedite, di loro esclusiva proprietà e frutto esclusivo del proprio ingegno e libere da ogni vincolo editoriale e ne autorizzano all’AICAB l’uso ai fini dell’allestimento della mostra e della pubblicazione sull’antologia dell’evento “FERMOIMMAGINE” senza aver nulla a pretendere e liberandola da ogni responsabilità verso terzi .
12) Tutti gli artisti partecipanti riceveranno un attestato in carta pergamena. Non sarà stilata una classifica. Il pubblico e gli esperti che saranno invitati in congruo numero all’evento potranno indicare l’opera che li ha maggiormente emozionati. L’autore dell’opera che avrà ricevuto il consenso più numeroso riceverà una targa.

domenica 6 maggio 2018

Io piangio a Brescia-Auschwitz di Sandro Biffi





Oltre Scrittura segnala
 il libro di Sandro Biffi
 Io piangio a Brescia-Auschwitz


 «In effetti ci incontrammo lungo quel viale alberato, verso la fine del mese di novembre dell’anno precedente. Quella sera non avevo voglia di prepararmi la cena e così mi recai in un fast food, vicino alla stazione. Passeggiai tra i negozi del centro e al ritorno, mentre risalivo in auto, una ragazza di colore piuttosto alta, con uno zainetto a tracolla, mi si avvicinò gridando: “Tu dare me passaggio? Tu dare me passaggio?”.»
Un romanzo basato su una drammatica storia vera, ambientata nella tragica realtà del mercato della prostituzione, in cui l’autore dispiega uno stile di scrittura scabro e di forte impatto visivo, sino ad arrivare dritto al cuore del lettore. I protagonisti, Alberto e Alexandra, sono due mondi totalmente differenti, due strade che si incrociano casualmente, rimanendo inevitabilmente legate l’una all’altra.Lei, ragazzina nigeriana resa schiava con l’inganno nel giro della prostituzione. Lui, un uomo che cerca ogni possibile espediente per salvarla. Un amore impossibile, degli ostacoli insormontabili che non scalfiscono in lui la determinazione, in lei lo slancio vitale, in entrambi il desiderio condiviso di poter condurre un’esistenza “normale” fino alla fine. Una fine che arriva però drammaticamente troppo presto, rendendo l’epilogo di questa triste storia ancora più amaro.


titolo
Io piangio a Brescia-Auschwitz
sottotitolo
Dieci milioni per finire su un marciapiede
autore
editore
formato
 Libro 
genere
collana
pagine
224
pubblicazione
12/2017
ISBN/EAN
9788893461948





sabato 5 maggio 2018

Il ritorno del Commissario Vega...


Oltre  Scrittura segnala



“Suicidi al sorgere del sole” 
- La seconda indagine del commissario Vega
Intrecci edizioni
Cartaceo: Euro 14 (in tutte le le librerie)
ebook: Euro 3,99 (in tutti i principali store online)

Dopo il successo della prima avventura – “Il commissario Vega - Indagine di sola andata”,
con oltre 4.000 copie vendute tra cartaceo e ebook – ritorna il poliziotto dirompente
e poco ortodosso, nato dalla penna di Antonio Infuso, protagonista di una
travolgente indagine senza tregua e ricca di colpi di scena.


Con la consueta scrittura diretta e incisiva e il trascinante ritmo – nell'azione e nei dialoghi – che avevano contraddistinto il suo romanzo d'esordio (“Il commissario Vega - Indagine di sola andata”) decretandone il bel successo – oltre 4.000 copie vendute fra cartaceo e ebook Antonio Infuso torna a raccontare le peripezie del suo poliziotto ironico, cinico, melomane, irrispettoso delle regole, a volte poco etico ma certamente onesto e con un profondo senso della giustizia. Ambientato in una Torino invernale, bella, dolente e a suo modo protagonista altra, come la musica, “Suicidi al sorgere del sole” si dipana come una sinfonia noir. Con continui colpi di scena, sorprese, compromessi, sensualità e violenza unita a sprazzi romantici al confine del magico. Un'indagine rocambolesca, con risvolti tragici e tesa a scandagliare il cuore nero ma anche l'animo sensibile sia dei vari personaggi invischiati nell'inchiesta e sia della squadra di Vega oltreché, naturalmente, del protagonista. Un personaggio che aveva già conquistato i favori del pubblico con la prima indagine. Vega è il più americano, in senso chandleriano, dei poliziotti italiani.

Il suicidio di dieci uomini, ognuno preceduto dall’omicidio di una donna, all’alba di un solstizio o di un equinozio. Da tempo la Omicidi di Torino è inutilmente a caccia del regista del tragico rituale. L’ultima speranza è Stefano Vega, l’ex-commissario che – dopo la vicenda “Montesi/Grandi” – vive a Cuba con Irene Loi e Sergio Lama, ex poliziotti della sua squadra. Un accordo tra autorità cubane e italiane costringe Vega a tornare a Torino. Con Irene, Sergio, Carmelo (suo ex collega e amico), Iannuzelli (suo vecchio informatore) e il giovane commissario capo della Omicidi, Davide Cavallero, Vega inizia una disperata lotta contro il tempo. Si addentrerà nel cuore nero dell'animo umano e si vedrà costretto a varcare i confini etici. Nell’eterna battaglia tra il bene e il male, occorre fare scelte drastiche e discutili. Il tempo per gli scrupoli e i ripensamenti è scaduto nell’orologio morale di Stefano. E la giustizia, quella vera, ha sempre necessità di una spinta cinica ma onesta. Il perdono è un lusso, in una Torino bella e dannata. E Vega questo lusso non se lo può permettere.


Antonio Infuso è riuscito anche questa volta a stupirmi e a travolgermi con un’ondata di adrenalina pura. Tornato in una Torino affascinante e un po’ sinistra, Stefano Vega riesce non solo a risolvere un caso che sembrava impossibile, ma anche a crearsi nuovi e temibili nemici…
Ritmo serrato, dialoghi molto vivaci e veraci, insieme alla playlist di tutto rispetto fornita dalla radiosveglia del nostro commissario formano un mix perfetto in questo giallo. Alla fine ogni pezzo andrà al suo posto risolvendo questa indagine mai banale o scontata... Non mancano tentazioni sensuali per il sempre giovane cuore del nostro Vega. Ma il personaggio che ruba il cuore a Stefano (e ai lettori) è senza ombra di dubbio Loba, una
signorina a quattro zampe e fornita di coda, che rimarrà fedele al commissario fino all’ultimo…
Non posso rivelarvi altro, posso solo consigliare a tutti di leggere questo strepitoso giallo, che è accessibile anche a chi non ha letto il primo della serie. Personalmente non vedo l’ora di leggere il seguito visto che restiamo con una certa apprensione, e sono sicura che Antonio Infuso saprà creare un altro piccolo capolavoro.


Antonio Infuso, torinese, giornalista e addetto stampa, Attualmente lavora per l’ufficio stampa di un
ente locale. Appassionato di musica (dal rock, al blues fino al jazz), sport (da praticante e da spettatore), cinema e, naturalmente, di polizieschi e noir. Ha già pubblicato, per la casa editrice GDS (nel marzo 2015), “Il commissario Vega – Indagine di sola andata”, prima avventura del suo poliziotto, riscuotendo un buon successo di vendite.


martedì 1 maggio 2018

NON È COME SENTI Di Roberta Salvatori


OLTRE SCRITTURA SEGNALA
NON È COME SENTI
Di Roberta Salvatori
CTL EDITORE


Jodie è una ragazza che, contro ogni sua aspettativa, si ritrova a dover chiedere l'aiuto di un esperto per affrontare un problema nuovo per lei, che riguarda una inattesa agorafobia.
Chi potrà aiutarla sarà il dottor Damore, che la aiuterà a capire da cosa può dipendere. Ma quasi fin da subito la porterà anche a dover affrontare quello che in psicologia si definisce il fenomeno del transfert, e da lì dovrà imparare a gestire tutto quello che questo comporta.
Damore infatti la avverte di non lasciarsi ingannare da certi sentimenti che potrebbe provare nei suoi confronti.
Jodie però non accetta questa interpretazione, poiché la porta a dubitare di ciò che sente, dei suoi sentimenti che invece hanno il sapore di un forte amore.
Dovrà quindi cercare di far capire al dottor Damore che se il transfert è qualcosa che avviene con altri suoi pazienti, tra loro c'è qualcosa di più, anche se lui non riesce a capirlo e ad ammetterlo.
Il dottor Damore dovrà tenere conto della sua situazione familiare e lavorativa, nonché delle sue insicurezze, affrontando quelle convinzioni che lo limitano e lo costringono a non accettare quel sentimento, quando anche lui non può negare di sentirlo.
Cercheranno di capirsi tra sogni, confidenze e incontri fuori programma.
Quando ad un tratto un avvenimento li separerà per alcuni anni.
Tra qualche lacrima e molta attesa passerà il tempo.
Jodie intanto cercherà di trovare la sua strada anche da sola, fino a che qualcosa che li accomuna, unitamente ad amicizie che ritornano nella sua vita, li ricongiungera' inevitabilmente nonostante il loro sforzo di stare lontani.
Ma ancora una volta si troverà a dover far capire definitivamente a Damore la necessità di lasciare andare quei vecchi schemi di pensiero, per poter vivere liberamente i suoi sentimenti sapendo che in amore non è importante il motivo per cui si ama.
Per acquistare cliccate qui

Biografia autrice

Roberta Salvatori è nata nel 1989 e viene dalla città di Velletri, in provincia di Roma. Ha studiato Scienze Politiche e lingue, amando da sempre usare le parole attraverso canzoni, poesie o racconti.
Ha aperto il suo blog PostaSfoglia, il quale parla di libri e articoli di diversi generi e argomenti.
'Non è come senti' è il primo libro che ha finito di scrivere, edito da CTL editore. Nell'ultimo periodo è stata impegnata nella scrittura di un secondo libro, pubblicando in internet su Wattpad o sul suo blog.


lunedì 30 aprile 2018

Fuori da ogni morale di Carmelo Panatteri. Recensione a cura di Monica Pasero



La psiche nemica o alleata nella vita dell’uomo?  

L’opera, come già il titolo suggerisce, ci porta nella parte più perversa della psiche umana e nei suoi meccanismi, spesso così complessi e imprevedibili da non poter essere compresi da una mente razionale.
La follia che sfocia, si trasforma in ossessione, rabbia,  furia omicida. L’incapacità del cernere tra bene e male che conduce a gesti di violenza inaudita. La sensibilità che viene condizionata tramutandosi in forza estrema e devastante.
Traumi, dolori, deviazioni che variano il pensiero razionale portandolo a divenire, paradossalmente, lucido e letale!
Tutto  parte  dalla sparizione di una giovane donna; da qui una serie di indizi macabri e atroci omicidi uniranno i protagonisti, di questa storia, che si troveranno mire inconsapevoli della stessa mano assassina.
Nella narrazione si susseguiranno storie di vita diverse ma tutte toccate dal dolore. Tematiche come la malattia, l’amore, i rapporti genitoriali, la pedofilia, il potere, la disabilità scorreranno in queste pagine che condurranno il lettore a conoscere vari contesti e sfaccettature dell’indole umana.   
L’autore ci porterà a seguire diverse piste spiazzandoci nel finale… un finale non scontato che rende merito a questo giovanissimo autore dalla scrittura ancora  acerba, in certi passaggi, ma di grande potenziale narrativo, che ci porta  a  vivere un thriller dalle venature erotiche di tutto rispetto.
L’autore ci conduce nei meandri della psiche umana; inducendoci a riflettere e anche inorridire su quanto l’uomo possa divenire carnefice e vittima al tempo stesso.Come libro d'esordio  del  giovane Carmelo Panatteri,  non posso che consigliarne  agli amanti del genere la lettura.
Monica Pasero


domenica 29 aprile 2018

Quando piove senza nuvole di Gaia Campo


  Oltre scrittura segnala
  Quando  piove senza nuvole
  di Gaia Campo

Un viaggio tra i vagoni di un treno e le pareti della psiche trascinano due cuori in un percorso incompiuto, una poetica caccia al tesoro tra i dipinti di Monet e le filastrocche di un cantastorie con l'ukulele blu.
 Biografia autrice

Gaia Campo è nata a Nicosia, un piccolo paesino nell’entroterra siciliano, in provincia di Enna. Studia stampa 3D alla JAC di San Paolo D’Argon e vive a Bergamo. Ha diciannove anni e ha sempre amato l’arte e la scrittura, sin da piccola. Il suo romanzo pubblicato presso la Youcanprint si intitola Quando piove senza nuvole.



martedì 20 marzo 2018

Il sole non deve morire (Solitudini alla ricerca della felicità) di Giorgio Cattarulla edito dalla Ctl Editore.

Dicono che la vita sia fatta di stagioni.  V’è il tempo dell’infanzia, della giovinezza, della maturità e infine della vecchiaia. Sono stati esistenziali differenti, legati però ad ognuno di noi, che si alternano, modificando il nostro cammino,  il nostro cuore, aspetto e pensiero. Ogni passaggio è fondamentale per la nostra evoluzione, per apprendere, meglio, il viaggio a noi concesso.Camminando negli anni si cambia, si lasciano dietro i ricordi, le gioie, i sogni e si  porta  avanti  quel che si è maturato, costruito, appreso nel tempo che sembra sempre un po’ meno…
Ed è durante l’ultima stagione di questa vita  che  viene ambientato Il sole non deve morire;  un romanzo che ci  porta a riflettere su una parte fondamentale del nostro cammino; spesso sottovalutata dalla giovinezza che, prepotente,  s’impone come unica beneficiaria della passione e dell’amore. Ma non è così!    L’amore sorride a tanta superficialità: esso  non conosce  stagione, non conosce età! L’amore è essenza di ogni essere umano e spesso giunge a sorpresa nella nostra vita, anche quando erroneamente pensiamo che non sia più  il tempo giusto per amare. Ma non esiste un tempo giusto per farlo! E  l’amore lo insegna con la sua imprevedibilità; esso è vivo, quanto lo siamo  noi,  fino al nostro ultimo respiro.
In questa opera, l’autore ci conduce a conoscere realtà differenti di uomini e donne, nell’ ultimo tratto del loro cammino terreno, che vivranno situazioni forti,  dove  affioreranno  le  loro debolezze umane, i loro  bisogni  e sogni che accomunano tutti noi a qualsiasi età.  Paure, illusioni, delusioni, passioni forti e rivalse e tanta,  tanta  voglia di vivere, faranno da contorno  a questo romanzo, ambientato nelle belle terre inglesi. Un’opera  che porterà al lettore uno spaccato di un mondo, quello della terza età, spesso  visto solamente come un mondo silente, fatto di ricordi, di stanchi giorni, che invece, qui, apre alla vita, alla necessità ancora di amare, di vivere storie, anche complesse, di credere  ancora nell' emozione e credere di meritarla  tutta! Una scrittura sensibile quella dell’autore  che racconta con amore la vita, la crudezza di essa ma anche  l’essenza del vivere e lascia un messaggio forte, un messaggio di speranza, affinché ognuno di noi non perda mai la voglia di amare, perché l’amore è un po’  come il sole: è luce! Ed entrambi non dovranno mai morire.
Monica Pasero





 .

lunedì 12 marzo 2018

Ricorderò i tuoi occhi di Salvatore Lagravanese. Recensione a cura di Monica Pasero



È un viaggio empirico quello intrapreso dal poeta che ci porta a vivere la brama di un uomo incantato, incatenato, nell'anima, dall'essenza di una donna, dal suo ricordo che permane nel tempo. Marchiando in lui forti emozioni che, dall’anima, si espandono fino al cuore e trasmigrano con  dolcezza, creando versi temprati dal dolore, dalla forza di un sentimento, in cui  s’inneggia  un amore sofferto, bramato e mai dimenticato.
Liriche che raccontano il travaglio di un cuore ammaliato, rapito da questa figura femminile  e  dai quei  suoi occhi che, in ogni verso,  s’ impongono prepotentemente in quest’ opera divenendone  fulcro dell’ intera raccolta.  Quegli occhi di donna, dove si nasconde l’infinito, in cui quest’ uomo si è perso  ed  ora annaspa  in quel  mare  esistenziale dei  tanti se, delle tante domande  a cui  non riesce a dare risposta. Naufrago di  un desiderio perennemente vivo…

Leggere quest’ opera è come aprire  il cuore di un uomo ferito, tormentato  e, nel  suo lento sanguinare, scoprire la forte passione che  arde  in lui  unita alla speranza, alla brama che lo divora ma nel contempo lo tiene in vita. 
Un cuore forte che batte con ardore, alimentato proprio da questa sua sofferenza che trascrive con grazia, regalandoci emozioni eterne …  liriche  grande bellezza, una bellezza eterea che spinge a volare alto con l’anima.  Una scrittura complessa, elegante che sfiora con garbo il mondo spirituale unendolo al carnale; passione che va ben oltre alla fisicità.  Un vero inno all’amore  quello grande,  bramato nel tempo;  l’amore di un uomo in costante attesa di  ritrovarsi in  quel suo  sguardo  di cui il  poeta cita: E cercai nei tuoi sguardi la ragione della mia esistenza…
La raccolta è impreziosita da diverse opere dell’artista Vincenzo Cacace;  opere  di indubbia  bellezza che unite ai  versi di Lagravanese realizzano un'opera di grande pregio artistico e letterario.
Monica Pasero
 








venerdì 2 marzo 2018

OLTRE SCRITTURA SEGNALA



 IL LIBRO DI CARMELO PANATTERI
 FUORI DA OGNI MORALE


A soli dieci giorni dall’ uscità  già 26°nella classifica
 Bestseller di IBS eBook - Narrativa italiana - 
Thriller e suspence - Thriller.
 
Un'inedita luce fredda accoglie il lettore, che fa da scenario a un thriller psicologico che non concede tregua. A Calgary, cittadina avvolta dal gelo e dalla neve invernale, un ostinato e indolente, Patrick Wall, è alle prese con la misteriosa scomparsa della figliastra di uno degli uomini più potenti e corrotti della nazione. I pochi indizi rinvenuti vicino al greto del fiume che si snoda tra i boschi intorno alla città non fanno chiarezza: Patricia Whitman è stata rapita in seguito a una violenta colluttazione? È stata brutalmente uccisa, oppure si tratta di una messa in scena orchestrata dalla ragazza per vendicarsi di un patrigno dispotico e una madre vittima delle sue debolezze? I fili della vicenda si annodano in una fitta trama di sospetti e passioni, mentre i silenzi compressi, l'omertà e i desideri morbosi si agitano nel cuore della città. Una corrente che condiziona e trascina personaggi diversi: intorno a Wall, la collega tormentata dai suoi stessi sentimenti, l'oscuro Jackson, e l'anima innocente di Erica, la migliore amica della scomparsa, in lotta con un amore perduto per sempre e l'impossibilità di un ritorno alla vita. Una discesa inesorabile nel cono d'ombra della vita di città, dove la semplicità e la compiacenza nascondono e assecondano l'attitudine strisciante alla corruzione e alla violenza, conducendo il lettore fino all'essenza stessa della malvagità. Un thriller atipico, capace di aprirsi con coraggio anche alla tenerezza dei sentimenti. Ma se per il protagonista Wall è la costante ricerca della pienezza a tratteggiare la sfera delle passioni, per la collega Stephenson il demone da esorcizzare è il senso di una perenne mancanza, un vuoto da riscattare per ritrovarsi più ricca e felice.
Il libro  disponibile sia in ebook che in cartaceo 








giovedì 1 marzo 2018

Nuove opere per Cristina Sodano, artista emergente in evoluzione continua. Intervista a cura di Monica Pasero



La pittrice, Cristina Sodano, in queste sue nuove ed esclusive Opere, cresce, dà il meglio di sé e lo fa con un’evoluzione artistica, di grande importanza, che apre  la strada a una visione sulla ritrattistica del tutto innovativa, evidenziando su tela concetti rivoluzionari, in cui i soggetti, esposti,  ricreano, appunto,  una visione del tutto nuova sull’ uomo. Un’identità evoluta dai tempi che cambiano. Oggi, l’essere umano ha modificato sia le sue caratteristiche fisiche che mentali creando, nel tempo,  generazioni  figlie  o schiave, per meglio dire, del benessere  e delle  nuove  tecnologie. L’essere umano diviene un modello preconfezionato che lo  porta a pensare ad un’esistenza  schiava  del sistema. Vittima inconsapevole di uno stile  di vita che lo attrae con il benessere e lo intrappola, omologandolo alla massa.  Automa è il termine esatto che oggi  evidenzia  la nuova generazione:  uomini e donne, burattini,  portati  ad una  vita  legata a modelli di stile e benessere non sempre consoni  allo spirito ma, bensì,  indottrinati ad un cammino materialistico, voluto da una società  progressista e meccanizzata;   così che, anche l’origine umana cambia.  E la Sodano, in queste sue raffigurazioni, riporta egregiamente questo simbolico mutamento della razza umana: Protoumano 1 e 2 si differenziano per alcune difformità di  forme e colore  riconducibili all’ essere  femminile che ritroviamo nel Protoumano 1  e a quello maschile nel Protoumano 2;  le due opere  possono essere affiancate alla  figura dei nuovi  Adamo ed Eva, rappresentandone  l’evoluzione, intercorsa, dalla nascita del mondo a oggi. Figure apparentemente inespressive, occhi fissi, incolore, vuoti simboleggiano appieno l’oscurità che, oggi, invade il Pianeta.  La loro inespressività, apparente, ci riporta alla riflessione del grande vuoto esistenziale che vive oggi l’uomo; le forme statiche, quasi assenti, inconsapevoli, a prima vista, aprono alla riflessione su quanto il genere umano e la visione totalitaria di esso stia cambiando. Un’altra opera, degna di merito, è l’Erborista. La Sodano simboleggia, in questa sua creazione, l’importanza della  persona, come tale, senza  stereotipi sociali e culturali,  portando ad elevare la creazione in sé.  L’osservatore giungerà ad identificare la parte sociale, di essa, solo tramite il titolo che lo indurrà a riconoscere la persona anche sotto un profilo collettivo;  ma il titolo, come spiega la Sodano, è irrilevante: lo stesso volto potrebbe  avere un'altra collocazione pubblica. In queste opere il suo intento è in primis esaltare la persona e  ciò che la identifica socialmente non è basilare. Lo stile della Sodano è deciso, forte, coraggioso: pennellate di carattere come lo è lei! Che apre nella sua carriera artistica una nuova pagina di cui sentiremo sicuramente parlare.


Intervista a cura di Monica Pasero

Oltre Scrittura conosce già quest’artista che oggi ritorna, su queste pagine, per parlare delle sue nuove opere che vedono, nel suo percorso artistico, una crescita davvero importante.  
Cristina, sono molto lieta di averti nuovamente mia ospite e parto col chiederti: cosa ti ha portato alla realizzazione di questi due pezzi unici:  Protoumano 1 e 2?

Ti ringrazio Monica, è un piacere per me essere di nuovo qui con te.Ti dico, la verità, i Protoumani nascono da una specie di illuminazione. Non ricordo il momento esatto nel quale mi è venuta in mente l'idea ma, ad un certo punto è come se avessi colto un suggerimento che aleggiava nell'aria. Forse perché ho una certa passione anche per il fashion design, ho iniziato a osservare le persone che passeggiavano; guardavo il loro abbigliamento, l'acconciatura e ho iniziato a immaginare il loro ruolo, la loro professione, la loro identità sociale. Ho capito che qualsiasi cosa mi venisse in mente, in realtà, altro non poteva essera che la mia proiezione, il mio pregiuzio. Poi ho pensato a mia figlia a quando è nata, all'amore immediato ed incondizionato che provavo per lei. Lei era semplicemente ciò che era, non aveva un ruolo sociale specifico, esisteva e basta. Allora ho immaginato "metaforicamente" di spogliare le persone dai loro ruoli. Cosa sarebbe rimasto? Sarebbe rimasta la persona, semplicemente così com'è. Di conseguenza ho immaginato di mettermi nel ruolo di un ipotetico creatore di una specie, artisticamente parlando. Ho pensato così di realizzare dei primi umani, appunto i protoumani, una sorta di Eva e Adamo, di prototipo della specie. Non li ho immaginati in modo netto comunque, ma più sfumato, come se fossero delle cellule staminali in grado di specializzarsi successivammente. Così gli occhi sono apparentemente vuoti, privi cioè di espressione, il volto è tendenzialmente simmetrico, non emergono elementi simbolici e c'è soltanto una leggerissima differenziazione di genere. Il Protoumano 1 ha dei tratti leggermente femminili mentre il Protoumano 2 dei tratti più maschili. Questo è stato l'inizio.

Ho letto che ne stai creando una discendenza, per cui nuove opere, suppongo, due parole per i nostri lettori?

Discendenza artistica ovviamente! I protoumani, rappresentando l'origine di questa nuova "specie"
artistica, daranno vita ad una loro discendenza. Come accennavo, ho voluto spogliare le persone, ritratte dal loro ruolo sociale, per focalizzare l'attenzione proprio sul concetto di persona indipendentemente da qualsiasi attribuzione.L'obiettivo è sottolineare la centralità dell'essere umano in quanto tale, uguale per diritto e opportunità a ogni altro elemento della specie.

Nell’opera, l’Erborista,  esalti la persona in sé non catalogandola  con   stereopiti  culturali e sociali  Due parole su questa tua scelta.

In realtà l'intento è quello di separare l'identità di ruolo da quella di genere e, più ampiamente, dal concetto di persona. Non è importante l'indicazione nel titolo della professione che, peraltro, può essere anche un hobby, una passione della figura ritratta. Se prestiamo bene attenzione non sono presenti elementi simbolici caratteristici della professione indicata. Guardando esclusivamente il dipinto ci troviamo di fronte semplicemente a una persona, in questo caso una donna. Il volto è volutamente simmetrico con un'espressione tendenzialmente neutra e, come dicevo, assolutamente privo di accessori o altri elementi simbolici.  Soltanto associando l'immagine al titolo l'osservatore viene messo di fronte a un ruolo sociale che, comunque sia, è stato attribuito in modo del tutto arbitrario. Questo perché vorrei esaltare, e lo ribadisco, 
 soltanto la persona.  Quello stesso soggetto che ho chiamato l'Erborista potrebbe in realtà essere un ingegnere oppure una casalinga. Cambiando, infatti, il titolo non cambierebbe affatto l'immagine ritratta. Questo a significare che ognuno di noi può costruire in modo dinamico il proprio ruolo, cambiarlo anche più volte nella vita, ma rimarrebbe sempre e comunque se stesso. Il concetto di uguaglianza è fondamentale in questa serie che è stata definita da Artingout, "Identità". Sto preparando diversi ritratti legati a questo nuovo filone concettuale e diversi collezionisti hanno chiesto di poter essere loro stessi ritratti ed entrare così a far parte in modo diretto della serie.

Per gli appasionati com’è possibile acquistare una tua opera?

Le opere di questa serie sono in fase di realizzazione, i protoumani fanno già parte di un'importante collezione privata e sono opere non ripetibili come tutte quelle della serie. Per acquistare o prenotare le prossime opere d'arte è possibile fare riferimento ad Artingout.com che si occupa della gestione della segreteria nonché dell'archivio generale. I collezionisti possono comunque trovare diverse opere anche precedenti a questo filone sia da collezionisti privati sia in alcune gallerie. Acquistando direttamente presso la segreteria Artingout ricordo che tutte le opere sono autentiche e corredate su foto e di numero ufficiale di archivio.

Stai intraprendendo strade di grande cambiamento ci sono progetti di cui ci vuoi parlare?
Monica, hai colto nel segno, in questo momento c'è davvero un grande cambiamento nella mia vita artistica. Questa serie mi sta assorbendo completamente, le idee si suggeguono più velocemente di quanto la mano riesce ad imprimerle su tela. Sento fortissima l'esigenza di comunicare, attaverso l'arte, questi concetti.  Il prossimo progetto è la realizzazione di una personale esclusivamente dedicata alle identità. Successivamente è in programma anche la pubblicazione del primo volume del catalogo generale nel quale raccogliere i  quasi 20 anni di produzione artistica. Poi, come per tutti noi, il futuro non può essere determinato e molte opportunità si vedranno soltanto camminando su questa affascinanante strada.

Cristina Sodano, donna, madre e artista raccontaci un po’ di te dei tuoi sogni e ciò che al momento è il tuo obiettivo.
C'è poco da dire. Il mio obiettivo è semplicissimo, continuare a vivere tutti i ruoli che scelgo di vivere finché avrò l'opportunità di farlo.

Ringraziando Cristina Sodano per questa sua intervista ricordo i link dove seguire l’artista
 L'ERBORISTA

mercoledì 28 febbraio 2018

Oltre Scrittura segnala il libro



Aspettando te 
di Carlotta Pino
Pubme Editore
 
Tratto da una storia vera. Il libro racconta la storia di due bambini, che, dopo aver vissuto nello stesso luogo per qualche anno vengono separati dal destino. Quello stesso destino però li riunisce una volta divenuti grandi e li fa innamorare. Il ragazzo crescendo , inizia a prendere brutte strade, così, spinta dal grande amore che prova per lui ,  la ragazza proverà in tutti i modi a salvarlo da se stesso e dal suo destino ; questo nella speranza di poter finalmente coronare quel sogno d'amore tanto atteso. Riuscirà l'amore a vincere su tutto?

Disponibile sia in cartaceo che in formato Kindle
Per acquistare cliccate qui

BIOGRAFIA AUTRICE                                                                                          
Sono Carlotta Pino, ho venticinque anni e vengo da Nicosia, un paesino della Sicilia. Attualmente faccio dei piccoli lavori saltuari , quando capitano, visto il periodo di particolare crisi i cui ci troviamo. Ho frequentato molti corsi di formazione per lo più nell'ambito della formazione infantile e della psicologia, materie che mi affascinano da sempre. Ho sempre avuto la passione per la scrittura, scrivo da quando ero bambina. Ho iniziato così per gioco a scrivere su dei fogli che poi rimanevano li, sulla scrivania. Oppure come la maggior parte delle bambine scrivendo il diario segreto. Scrivo per hobby, mi fa stare bene, ma tutto si fermava li, e quei fogli rimanevano solo miei. Fin che, un giorno, dopo essermi imbattuta in una delle tante esperienze che la vita pone davanti quotidianamente ad ognuno di noi, mi sono soffermata a riflettere su ciò che per me era davvero  l'amore, nella sua essenza più  pura. Li è nata l'idea del libro. Il mio intento era quello di trasmettere le emozioni così come le percepisco io e spero vivamente di esserci riuscita. Perchè, in fondo, l'amore è il dono più prezioso che la vita ci offre, sta a noi averne cura e farlo crescere ogni giorno di più.


 



lunedì 12 febbraio 2018

Nuovo libro per lo scrittore Federico Fabbri.


OLTRE SCRITTURA SEGNALA 
IL NUOVO LIBRO DI FEDERICO FABBRI
L’INFERNO NON HA NUVOLE




SINOSSI
Denis arriva in un piccolo paese di montagna in un caldo pomeriggio d’estate. Solo, con uno zaino semivuoto, viene accolto a braccia aperte dalla comunità e si sente subito a casa. Sfogliando le pagine della sua vita, alcune cancellate dal tempo, ritroverà affetti e verità a lui sconosciute. Raggiunta la tranquillità e una vita stabile, sente però il richiamo di una terra lontana, che lo porterà ad affrontare nuovamente sé stesso in un’avventura ai limiti della resistenza fisica e psicologica. In quella perenne ricerca di sé e dei propri limiti.

BIOGRAFIA

Federico Fabbri, nato nel 1978 a Santa Sofia, nel cuore della Romagna, si avvicina alla scrittura sin da ragazzo, quando inizia a fissare su carta pensieri ed emozioni. Quelle pagine vengono pubblicate, a distanza di anni, nella sua prima raccolta di poesie, “Sino alla fine”, dedicata al ricordo dell’amico fraterno Denis. Segue un secondo lavoro intitolato “PerSino poesie”. Nel 2014 lascia la poesia per cimentarsi in una autobiografia ironica nella quale i confini fra verità e finzione sono molto labili: “La mia vita durata 90 anni”, scritta a 36, finita di scrivere a 37, un’opera che sfugge alle regole della comprensione, che si beffa del tempo, che si riscatta in un finale inaspettato, profondamente radicato
.


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giovedì 11 gennaio 2018

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi
 nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare
 ogni razional pensiero
e osare spingerci oltre alle nostre capacità.
Monica Pasero

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

“Ascolta il tuo cuore esso conosce tutte le cose”, cita Coelho, in questa sua opera che definirla “Grandiosa” sarebbe riduttivo.  Amo quest’autore per la forza spirituale che immette in ogni suo verso.
In questa narrazione, Coelho, ci porta in un viaggio in cui la Magia dello Spirito è primaria, dimostrandoci, ancora una volta, quanto l’uomo, nell'interezza della sua Anima, possa giungere ovunque, se segue la sua Leggenda personale. 
Ogni essere umano è nato per portare a termine la “propria”. Non importa quanto sia ricco, colto o potente: il suo potere vive nel suo animo, nella sua fede e nel suo cuore.  Coelho lo racconta, egregiamente, inoltrandoci in un viaggio, un’avventura misteriosa, protagonista un giovane pastore che lascia quel poco che possiede per ricercare il suo tesoro. La scelta dell’autore ci fa comprendere che sono, molto spesso, gli uomini umili, quelli che affrontano la vita con coraggio, dignità e sacrificio ad essere i più vicini a Dio e meritevoli di giungere al loro sogno. Questo, perché, quando un essere umano sfiora il proprio tesoro, senza esserselo davvero guadagnato, molto spesso perde di gratitudine e dimentica il suo Dio. Divenendo, lui, Dio di se stesso. Sbaglio che si ripete dalla notte dei tempi a oggi.

Solo chi ha un cuore umile e puro può giungere al suo tesoro, qualunque esso sia. Ognuno di noi ha la sua Leggenda personale, ma quanti di noi hanno lottato per essa?  Solitamente nella prima parte della nostra vita, quando siamo giovani e fortunatamente ancora liberi nel cuore, cediamo al sogno e per un po’ ci crediamo, perdendone poi entusiasmo e vigore appena la vita ci mette innanzi alla cruda realtà e ci spinge ad omologarci, diventare uno dei tanti esseri umani che nasce, vive e muore su questa Terra.
Per timore, si scelgono strade più sicure vivendo una vita forse meno travagliata, esternamente, ma il travaglio lo vivrà la nostra Anima a cui verrà negata la voce e la gioia del suo vero cammino.
Coelho lo esprime appieno, questo concetto, con la Figura del Venditore di cristalli, uno dei tanti protagonisti, di questa narrazione, lui e altri  personaggi s’imbatteranno  nel cammino del giovane pastore e  tutte gli insegneranno qualcosa, permettendogli di comprendere meglio il linguaggio del mondo e i suoi segni.
Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare ogni razional pensiero e osare spingerci oltre alle nostre capacità.  Per questo solo i più folli, i più coraggiosi inseguono, per tutta la vita, i loro sogni. Vi siete mai domandati perché?  Forse perché in loro non v’è la paura, loro sanno che sono qui per viaggiare dentro di essa, per sconfiggere i demoni che l'e alimentano e poi procedere spediti verso i propri sogni. 
“Tutto è stato scritto dalla stessa mano” cita ancora l’autore.
 Dio ha creato ogni cosa portandola a vivere in noi: ogni uomo, ogni filo d’erba, ogni sasso, ogni singolo granello di sabbia, ogni cosa generata, dalla sua stessa mano, è viva e possiede un’ anima e tutte sono racchiuse nell’ Anima del mondo.  Insieme creano energia e modificano gli eventi. Tutti noi, consapevolmente o meno, con le nostre azioni, influiamo sullo scorrere universale. Se l’amore cresce, la vita sulla Terra sarà rigogliosa, se invece cresce l’odio, tutto verrà devastato. Ogni nostro pensiero influisce su ciò che verrà.
 “Spesso gli uomini non raggiungono i propri sogni per paura di non meritarseli” cita ancora l’autore; ed è questa la prima causa dei nostri insuccessi personali: il timore di non essere all'altezza ci spinge a rinunciare, ma la rinuncia non è contemplata nel linguaggio universale!
 “Se credi davvero al tuo sogno, tutto l’Universo cospirerà affinché tu lo realizzi” Ogni singolo essere è collegato con il fluire cosmico, ogni nostro pensiero muta la nostra sorte e ne concatena altre. Il credere in noi, andare contro le nostre paure, sfidare anche la morte, come fece il giovane Santiago per conquistare la sua leggenda personale; apre alla vera essenza umana. La nostra vera missione è realizzare i nostri sogni e Coelho, in questo libro, lo spiega dettagliatamente. Non siamo nati per adagiarci e sopravvivere, ma per viaggiare oltre i nostri limiti e raggiungere le nostre Leggende, affinché il nostro passaggio terreno sia ricco di emozioni, esperienze ed insegnamenti.  Le risposte su come giungere ai nostri sogni, che tanto andiamo cercando nei libri, nei nostri studi, nel mondo; le ha solo il nostro unico Maestro ed è più vicino di quello che pensiamo: è dentro di noi che attende solo di essere ascoltato, ed è il nostro cuore.
L’Alchimista è un’opera da leggere più volte nel corso della vita, per ricordarci che siamo qui per vivere, come desideriamo, imparando ad ascoltare i nostri sogni e le grandi passioni che il cuore anima in noi.
“Quando desideri qualcosa con tutto il cuore sei più vicino all’Anima del mondo.”
A voi tutti l’augurio di sentirla respirare in voi sempre!

Buona lettura.



mercoledì 3 gennaio 2018

La Leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth. Recensione a cura di Monica Pasero

E se la vita ti portasse a credere che i miracoli esistano? Ti aprisse possibilità impensate, fino a qualche istante prima?  Ti spronasse ad un nuovo destino o la parvenza di ciò che potrebbe divenire, la tua vita, se solo facessi altre scelte! Se usassi il tuo tempo in modo diverso ed evadessi dalla tua schiavitù, dai tuoi vizi, aprendo la mente a valorizzarti, a trovare nella tua persona altre potenzialità oltre a quelle di distruggerti.

Ecco, in questa narrazione, l’autore con una novella semplice, ma davvero di grande rilevanza morale, ce lo racconta e ci induce alla speranza; portandoci  a comprendere quanto la natura umana sia debole e condizionabile.  
E seppur la vita, per fortuna o miracolo, ci conceda innumerevoli possibilità di redimerci, rimetterci in carreggiata, rialzarci, qualcosa di più forte ci trattiene a terra nel nostro marasma esistenziale, calamitati verso il baratro.
L’uomo è schiavo per natura o lo diviene per sua volontà? Domanda che mi sono posta leggendo questo testo in cui si evidenzia, appunto, la debolezza umana; la dipendenza che impone la nostra mente a perdere il senso del nostro vero bene.
La schiavitù diviene sia fisica sia psicologica e, subdola, ci porta a dipendere da necessità prettamente materiali e fisiologiche, come in questo caso il “bere”. La necessità dell’ubriacarsi che parte sempre come un atto consolatorio: si beve per non pensare, per annebbiare il ricordo, per rendere illusoria la realtà e dimenticare per un po’ i problemi, in cui siamo sprofondati, ma poi appena una parvenza di lucidità s’impone, in noi, ecco che ogni problema, che pensavamo dimenticato, è  lì ed ancora più grande, e noi sempre più deboli per affrontarlo.
Nella leggenda del Santo bevitore ci imbattiamo in Andreas, un ubriacone che vive sotto i ponti della Senna. Andreas verrà in qualche modo indotto a vivere il suo ultimo pezzo di strada in modo miracoloso; la fiducia nei miracoli futuri o la sconsideratezza di non tutelare quel poco che gli viene offerto, porteranno l’uomo ad imbattersi in  personaggi e situazioni al quanto singolari che lo aiuteranno a comprendere inconsapevolmente i suoi sbagli. Andreas si approprierà, in qualche modo, dell’entusiasmo del vivere, dell’esigenza di riprendere in mano la propria esistenza e cambiarla, ma i vizi sono duri a morire e quando uno cade, nella loro trappola, è davvero difficile uscirne illesi.  
Andreas, nel suo percorso di rinascita, varcherà due luoghi: in uno troverà la speranza, dove tutto è ancora possibile; la voglia di cambiare di riprendersi la propria vita.   Nell’altro annasperà nella dipendenza, nel vizio che diviene schiavitù.
La narrazione avrà per filo conduttore una promessa, un debito da assolvere a favore della piccola Santa Thèrèse che ci condurrà all’epilogo di questa vicenda.
 Un epilogo inaspettato, a mio parere, ma consono alla narrazione. Un’opera che unisce alla debolezza umana, la fede e la voglia di rivalsa. Una storia che insegna quanto tutto può nascere o morire a secondo della nostra volontà.
Buona lettura. Consigliato,
Monica Pasero