giovedì 11 gennaio 2018

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi
 nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare
 ogni razional pensiero
e osare spingerci oltre alle nostre capacità.
Monica Pasero

L’Alchimista di Paulo Coelho, recensione a cura di Monica Pasero

“Ascolta il tuo cuore esso conosce tutte le cose”, cita Coelho, in questa sua opera che definirla “Grandiosa” sarebbe riduttivo.  Amo quest’autore per la forza spirituale che immette in ogni suo verso.
In questa narrazione, Coelho, ci porta in un viaggio in cui la Magia dello Spirito è primaria, dimostrandoci, ancora una volta, quanto l’uomo, nell'interezza della sua Anima, possa giungere ovunque, se segue la sua Leggenda personale. 
Ogni essere umano è nato per portare a termine la “propria”. Non importa quanto sia ricco, colto o potente: il suo potere vive nel suo animo, nella sua fede e nel suo cuore.  Coelho lo racconta, egregiamente, inoltrandoci in un viaggio, un’avventura misteriosa, protagonista un giovane pastore che lascia quel poco che possiede per ricercare il suo tesoro. La scelta dell’autore ci fa comprendere che sono, molto spesso, gli uomini umili, quelli che affrontano la vita con coraggio, dignità e sacrificio ad essere i più vicini a Dio e meritevoli di giungere al loro sogno. Questo, perché, quando un essere umano sfiora il proprio tesoro, senza esserselo davvero guadagnato, molto spesso perde di gratitudine e dimentica il suo Dio. Divenendo, lui, Dio di se stesso. Sbaglio che si ripete dalla notte dei tempi a oggi.

Solo chi ha un cuore umile e puro può giungere al suo tesoro, qualunque esso sia. Ognuno di noi ha la sua Leggenda personale, ma quanti di noi hanno lottato per essa?  Solitamente nella prima parte della nostra vita, quando siamo giovani e fortunatamente ancora liberi nel cuore, cediamo al sogno e per un po’ ci crediamo, perdendone poi entusiasmo e vigore appena la vita ci mette innanzi alla cruda realtà e ci spinge ad omologarci, diventare uno dei tanti esseri umani che nasce, vive e muore su questa Terra.
Per timore, si scelgono strade più sicure vivendo una vita forse meno travagliata, esternamente, ma il travaglio lo vivrà la nostra Anima a cui verrà negata la voce e la gioia del suo vero cammino.
Coelho lo esprime appieno, questo concetto, con la Figura del Venditore di cristalli, uno dei tanti protagonisti, di questa narrazione, lui e altri  personaggi s’imbatteranno  nel cammino del giovane pastore e  tutte gli insegneranno qualcosa, permettendogli di comprendere meglio il linguaggio del mondo e i suoi segni.
Siamo esseri dormienti, la Magia vive e si rivela a noi nel momento in cui siamo disposti ad abbandonare ogni razional pensiero e osare spingerci oltre alle nostre capacità.  Per questo solo i più folli, i più coraggiosi inseguono, per tutta la vita, i loro sogni. Vi siete mai domandati perché?  Forse perché in loro non v’è la paura, loro sanno che sono qui per viaggiare dentro di essa, per sconfiggere i demoni che l'e alimentano e poi procedere spediti verso i propri sogni. 
“Tutto è stato scritto dalla stessa mano” cita ancora l’autore.
 Dio ha creato ogni cosa portandola a vivere in noi: ogni uomo, ogni filo d’erba, ogni sasso, ogni singolo granello di sabbia, ogni cosa generata, dalla sua stessa mano, è viva e possiede un’ anima e tutte sono racchiuse nell’ Anima del mondo.  Insieme creano energia e modificano gli eventi. Tutti noi, consapevolmente o meno, con le nostre azioni, influiamo sullo scorrere universale. Se l’amore cresce, la vita sulla Terra sarà rigogliosa, se invece cresce l’odio, tutto verrà devastato. Ogni nostro pensiero influisce su ciò che verrà.
 “Spesso gli uomini non raggiungono i propri sogni per paura di non meritarseli” cita ancora l’autore; ed è questa la prima causa dei nostri insuccessi personali: il timore di non essere all'altezza ci spinge a rinunciare, ma la rinuncia non è contemplata nel linguaggio universale!
 “Se credi davvero al tuo sogno, tutto l’Universo cospirerà affinché tu lo realizzi” Ogni singolo essere è collegato con il fluire cosmico, ogni nostro pensiero muta la nostra sorte e ne concatena altre. Il credere in noi, andare contro le nostre paure, sfidare anche la morte, come fece il giovane Santiago per conquistare la sua leggenda personale; apre alla vera essenza umana. La nostra vera missione è realizzare i nostri sogni e Coelho, in questo libro, lo spiega dettagliatamente. Non siamo nati per adagiarci e sopravvivere, ma per viaggiare oltre i nostri limiti e raggiungere le nostre Leggende, affinché il nostro passaggio terreno sia ricco di emozioni, esperienze ed insegnamenti.  Le risposte su come giungere ai nostri sogni, che tanto andiamo cercando nei libri, nei nostri studi, nel mondo; le ha solo il nostro unico Maestro ed è più vicino di quello che pensiamo: è dentro di noi che attende solo di essere ascoltato, ed è il nostro cuore.
L’Alchimista è un’opera da leggere più volte nel corso della vita, per ricordarci che siamo qui per vivere, come desideriamo, imparando ad ascoltare i nostri sogni e le grandi passioni che il cuore anima in noi.
“Quando desideri qualcosa con tutto il cuore sei più vicino all’Anima del mondo.”
A voi tutti l’augurio di sentirla respirare in voi sempre!

Buona lettura.



mercoledì 3 gennaio 2018

La Leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth. Recensione a cura di Monica Pasero

E se la vita ti portasse a credere che i miracoli esistano? Ti aprisse possibilità impensate, fino a qualche istante prima?  Ti spronasse ad un nuovo destino o la parvenza di ciò che potrebbe divenire, la tua vita, se solo facessi altre scelte! Se usassi il tuo tempo in modo diverso ed evadessi dalla tua schiavitù, dai tuoi vizi, aprendo la mente a valorizzarti, a trovare nella tua persona altre potenzialità oltre a quelle di distruggerti.

Ecco, in questa narrazione, l’autore con una novella semplice, ma davvero di grande rilevanza morale, ce lo racconta e ci induce alla speranza; portandoci  a comprendere quanto la natura umana sia debole e condizionabile.  
E seppur la vita, per fortuna o miracolo, ci conceda innumerevoli possibilità di redimerci, rimetterci in carreggiata, rialzarci, qualcosa di più forte ci trattiene a terra nel nostro marasma esistenziale, calamitati verso il baratro.
L’uomo è schiavo per natura o lo diviene per sua volontà? Domanda che mi sono posta leggendo questo testo in cui si evidenzia, appunto, la debolezza umana; la dipendenza che impone la nostra mente a perdere il senso del nostro vero bene.
La schiavitù diviene sia fisica sia psicologica e, subdola, ci porta a dipendere da necessità prettamente materiali e fisiologiche, come in questo caso il “bere”. La necessità dell’ubriacarsi che parte sempre come un atto consolatorio: si beve per non pensare, per annebbiare il ricordo, per rendere illusoria la realtà e dimenticare per un po’ i problemi, in cui siamo sprofondati, ma poi appena una parvenza di lucidità s’impone, in noi, ecco che ogni problema, che pensavamo dimenticato, è  lì ed ancora più grande, e noi sempre più deboli per affrontarlo.
Nella leggenda del Santo bevitore ci imbattiamo in Andreas, un ubriacone che vive sotto i ponti della Senna. Andreas verrà in qualche modo indotto a vivere il suo ultimo pezzo di strada in modo miracoloso; la fiducia nei miracoli futuri o la sconsideratezza di non tutelare quel poco che gli viene offerto, porteranno l’uomo ad imbattersi in  personaggi e situazioni al quanto singolari che lo aiuteranno a comprendere inconsapevolmente i suoi sbagli. Andreas si approprierà, in qualche modo, dell’entusiasmo del vivere, dell’esigenza di riprendere in mano la propria esistenza e cambiarla, ma i vizi sono duri a morire e quando uno cade, nella loro trappola, è davvero difficile uscirne illesi.  
Andreas, nel suo percorso di rinascita, varcherà due luoghi: in uno troverà la speranza, dove tutto è ancora possibile; la voglia di cambiare di riprendersi la propria vita.   Nell’altro annasperà nella dipendenza, nel vizio che diviene schiavitù.
La narrazione avrà per filo conduttore una promessa, un debito da assolvere a favore della piccola Santa Thèrèse che ci condurrà all’epilogo di questa vicenda.
 Un epilogo inaspettato, a mio parere, ma consono alla narrazione. Un’opera che unisce alla debolezza umana, la fede e la voglia di rivalsa. Una storia che insegna quanto tutto può nascere o morire a secondo della nostra volontà.
Buona lettura. Consigliato,
Monica Pasero

giovedì 21 dicembre 2017

Gli Auguri di Oltre Scrittura

Auguro a tutti voi amici un anno 
di CONSAPEVOLEZZA
Non vi auguro successo
nè ricchezza
perchè non è lì che troverete
LA  FELICITÀ,
ma vi auguro
TEMPO
per respirare l'AMORE,
 per guardare il CIELO e i suoi SEGNI,
per riscoprire le vostre RADICI,
 per SORRIDERE e GIOIRE delle piccole cose.
Vi auguro PAZIENZA e PERSEVERANZA,
vi auguro tanta PAZZIA
 e ABBRACCI DI VITA
quelli che mozzano il fiato e ti fanno capire il motivo della tua presenza su questa Terra.
SIATE FOLLI! AMATE SENZA REGOLE.
 Aiutate senza secondi fini.
ABBRACCIATE QUESTA VITA E PREGATE…
Ritornate a volgere lo sguardo al CIELO
 perché anche se tutto è dannatamente difficile,
 nel cielo è racchiuso
IL MISTERO 
della nostra gioia e venuta.
Non abbiate paura di SOGNARE e di CREDERE.
 LA VITA NON È FATTA PER LA RAZIONALITÀ,
LA VITA È NATA DAL  CAOS, DALLA FOLLIA, DALLA DIVERSITÀ.
LA VITA È PURA CREATIVITÀ.
 Siamo tutti parte di questo immenso e infinito UNIVERSO.
 TUTTO PUÒ ACCADERE BASTA SOLO VOLERLO. 
La forza motrice che ci salverà è solo una:
 L’AMORE
Iniziate ad amare davvero come il cielo insegna e andrà tutto bene se imparerete a vedere OLTRE…
Buon Natale e felice anno nuovo  a voi a chi amo e amerò e che sia davvero
  UN NUOVO INIZIO!

Monica Pasero 

venerdì 10 novembre 2017

Ritorno al Passato di Michele Miggiano ANTEPRIMA


Ritorno al Passato 
di Michele Miggiano
 ANTEPRIMA

Milano, un anonimo palazzo di periferia avvolto da una malinconica e cupa nebbia autunnale.L'omicidio, all'apparenza inspiegabile, di una giovane donna, che arriva a sconvolgere la vita di cinque persone un tempo legate da un'amicizia così profonda che sembrava destinata a non finire mai, distrutta invece da un dramma del passato che pareva sepolto nei più profondi recessi dell'animo degli ex amici. Sospeso tra le atmosfere uggiose della metropoli meneghina ed il caldo opprimente del nord della Thailandia, un
noir che vuole trascinare il lettore nell'abisso della psiche umana, tra la ricerca del proprio equilibrio e la corsa a perdifiato verso l'autodistruzione, dove i sensi di colpa non danno tregua e la speranza di una vita migliore finisce per annegare nei fiumi dell'alcool.
Fino a quando, in uno sconvolgente finale, si scoprirà quanto possa essere labile il confine tra un disperato tentativo di redenzione e la resa incondizionata ai fantasmi del passato.
In attesa dell' uscita ufficiale prevista per Dicembre, l' autore ci propone alcuni capitoli in anteprima della sua opera.
CLICCATE QUI PER LA LETTURA

martedì 31 ottobre 2017

OLTRE SCRITTURA SEGNALA " SQUADRA DEMOLIZIONI" AUTORE ENRICO LANZALONE COLLABORATORE CESARE CROCI



Su Aend l'epopea fantasy è morta da un pezzo.
A Bluren, poi, è in avanzato stato di decomposizione. Un coacervo di razze diverse si ammassa entro i confini mutevoli della metropoli, dove tecnologia e arcano si mescolano insieme. La mafia delle fatine klix domina i bassifondi, i demoni gestiscono le assicurazioni, i non morti sintetizzano nuovi tipi di stupefacenti, mentre la nobiltà degli orecchie a punta vive nel lusso della città
alta.
Ma questo fragile equilibrio sta per spezzarsi.
Un misterioso terrorista, armato di ferrei ideali e esplosivi ad alto potenziale, sta seminando il caos nella città. Mentre l'alta guardia brancola nel buio, l'ispettrice Rethién si trova davanti un'unica alternativa: se gli eroi preferiscono firmare gli autografi a ragazzine urlanti, solo il peggio offerto da Bluren può affrontare la nuova minaccia. Una squadra di folli; una squadra capace di far tremare le fondamenta della metropoli; in poche parole: "La Squadra Demolizioni".
 

DISPONIBILE IN FORMATO KINDLE PER ACQUISTARE CLICCATE QUI

sabato 28 ottobre 2017

THYRRELL E ILVE MESSAGGERI DAL CIELO Nuova opera per la scrittrice Monica Pasero



Giungono da sempre in mezzo a noi;  silenti arrivano nella nostra vita, l’accarezzano e ripartono: sono i Messaggeri Celesti. Thyrrell e Ilve giunti in Missione sul nostro Pianeta, ci metteranno innanzi alla dura realtà in cui vivono molti bambini, ancor oggi, nel Mondo. Portando un messaggio di speranza, forza e ribellione  per tutte le nuove generazioni. Tra una Missione e l’altra,  farà capolino  Matteo e la sua ricerca per ritrovare il padre, a suo avviso, rinato albero. Avrà ragione? Lo sapremo solo nelle ultime pagine, quando la mano dei Messaggeri accarezzerà anche  il suo destino.

Sii un angelo per qualcun altro ogni volta che è possibile Sarà un modo per ringraziare Dio per l’aiuto che il tuo angelo ti ha dato.”
Eileen Elias Freeman

Biografia
Monica Pasero,  nata il 24 febbraio 1973, vive a Dronero in provincia di Cuneo
Inizia il suo percorso letterario nel 2009 a oggi ha al suo attivo dodici  pubblicazioni  tra narrativa e poetica..E come diceva sempre mia nonna ( Non disponibile) Lungo viaggio verso il ritorno, (Narrativa  Gruppo Edicom) L’abbandono, (Narrativa  Gruppo Edicom)Scritto tra le pagine del fato,( Narrativa  You can print  Edizioni ) Leggenda di un amore eterno (Non disponibile ) Messaggi dalla storia,(  Narrativa You can print  Edizioni ) Le avventure di Lillo il coccodrillo (  Narrativa You can print  Edizioni ) Oltre Fiaba,(  Narrativa You can print  Edizioni ) La Mia Venezia(  Narrativa You can print  Edizioni )  Thyrrell e Ilve Messaggeri dal Cielo ( Narrativa  You can Print Edizioni) SILLOGI POETICHE : I miei sogni di carta ( Ebook  Amazon.it) Alchimia (  E.E.E esordienti ebook)

Ha tenuto in questi ultimi anni, visto i suoi libri di narrativa per ragazzi,  alcune lezioni nelle scuole secondarie sull’ importanza del sogno e della memoria storica Alcuni  suoi brani  poesie e aforismi  sono inseriti  in diverse antologie.Negli anni ha avuto esperienze nel mondo editoriale lavorando free per alcune Case  Editrici.È  stata curatrice di diverse uscite editoriali  e  ha collaborato  con i suoi testi per due cataloghi d’arte.Ha introdotto il Catalogo d’ arte di Fabrizio Gavatorta (Pittore delle Ombre) Una sua recensione  è presente nel catalogo d’arte dell’ artista  internazionale Ester Crocetta. Le sue prefazioni si trovano in diversi libri  e antologie:
 -Con gli occhi del vento “Rosellina Brun “
-Piccola Luna di Paolo Olivero
-Libro di sabbia II  di Dario Aina
-Le parole che non ti ho detto di Smeralda Fagnani (  di cui ne è stata anche curatrice)
-Onde di un mare sconosciuto  di   Maria Caterina Targa ( di cui ne è stata anche  curatrice)
-Racconti e fiabe  Maura Mantellino
-Due anime di  Paola Bianchi
-Il sole nascosto  di  Sebastiano Girlando ( di cui ne è stata anche curatrice) -Nur e i sette Sigilli  di Roberta Balloni.– Il papiro delle rose  edita da Rupe Mutevole Edizioni e in una raccolta da lei  ideata e  curata , “Orizzonti di Pensiero”  edita da Rupe Mutevole edizioni.Pagine Bianche di Guido Giannini  You can print Edizioni ( di cui ne è stata anche curatrice) Lo Dono da me raccolta antologica per beneficenza Ctl Editore ( di cui ne è stata anche curatrice)
È presente come autrice in diverse antologie:Una Carezza  Rosso Sangue ( il mio libro.it) Le parole dell’anima, ( Arte Muse editrice )Una favola per sognare”( Edizioni La Gru )D’autore e D’amore (edizioni Estroverso)Se soltanto partissimo” (  Poeta ospite Dacia Maraini )  edita da  “Erudita” marchio editoriale    della Giulio Perrone Editore.La Luna e il Drago  2016 . Un’altra parola” nata dai migliori racconti selezionati per l’incipit lanciato dalla vincitrice del Premio Strega Giovani 2016, Rossana Campo. Giulio Perrone Editore. -Nell’ antologia legata  al Premio Dragut. Edizioni Stradivario. Voci  di donna  2016    Giulio Perrone Editore .Agenda Erudita 2013 e 2014  e nell’ agenda Orlando esplorazioni  2015  e  2016  sempre della Giulio Perrone Editore.Una sua poesia è presente  nella raccolta Alda nel cuore 2015.Ha ottenuto una menzione d’onore con il suo libro” Messaggi dalla Storia” partecipando al “Premio internazionale Michelangelo città di Savarezza. 2016
  • È giunta in finale  con la poesia “il Soldato” al concorso “Poesie dal fronte” ( Tea Poetry) la sua poesia è stata inserita nell’antologia omonima legata al concorso.
  • Una sua favola   è presente  nell’ antologia “Speciale infanzia 2016”  Associazione Marel .Con la sua Lirica “Ali” ottiene una menzione d’onore al Premio Letterario Bognanco Terme 2017.
Recensionista   si occupa da anni di recensioni, dove riporta alla luce la parte più emozionale della narrazione, analizzandone in primis il contenuto.Blogger,  nel suo blog “Oltre Scrittura liberi pensatori  crescono”, oltre alle recensioni  troverete interviste ad artisti di vario genere tra cui: Maestri di Classica,   Tenori, Pianisti, Poeti, Scrittori,  Filosofi, Editori, Attori teatrali  e Musicisti. Molte sue interviste sono presenti anche sul sito Recensioni Librarie nella rubrica Scopriamo L’artista.Alcune sue interviste  sono state riportate in altri siti tra cui ricordo: La sala del cembalo http://www.saladelcembalo.org/events/deluca-pasero.html    sito internazionale di Musica Antica.
  • Ha Collaborato con il nuovo sito di scrittori Meebook
  • Ha collaborato come blogger al sito Recensioni librarie
  • Collabora con il sito Lo scrivo da me.
  • Collabora con il Magazine Liburni arte e cultura della Ctl Editore
  • È stata giurata in diversi concorsi nazionali di poesia tra cui ricordiamo: Arte in Versi,  Ragunanze di Svezia, LiberArte, Tea Poetry Lo scrivo da Me Edizione 2017.
  • È presente su questi social: Facebook. Linkedin, Twitter, Google, Pinterest.Il suo Blog: http://oltrescrittura.blogspot.it/



giovedì 26 ottobre 2017

OLTRE SCRITTURA SEGNALA ARMONIOSI SILENZI DI MONIA PIN






Prefazione
Delicatezza, è la prima parola che mi viene in mente
nel descrivere le poesie di Monia Pin, dove gli elementi
della natura sono una costante, sapientemente amalgamata
ai sentimenti provati dall’autrice.
Poesie dove l’amore ha un ruolo da protagonista, in tutte
le sue forme, dalle emozioni del cuore all’ammirazione per
i paesaggi.
“Armoniosi silenzi” recita il titolo, che riassume dal contenuto
delle poesie riflessioni sul senso dell’esistenza, sulle
difficoltà della vita, sulle relazioni umane, lasciando sempre
aperta, anche quando traspare una velata malinconia, una
porta dove filtra la luce del sole, della speranza.
Versi composti con un’accurata e ricca scelta lessicale, di
profonda umanità, gradevoli come una melodia.
Una lettura in cui immergersi per lasciare che i nostri sensi
respirino l’aria frizzante della primavera e il nostro cuore
pulsi di vive emozioni.



Biografia autrice
Monia Pin, nata a Conegliano (TV) il 16 giugno del 1974 e vive a San Fior, in provincia di Treviso. Diplomata perito per il turismo
nel 1993, dopo una ventina d’anni come impiegata ha poi cambiato totalmente lavoro dedicandosi all’assistenza degli anziani.
Nutre da sempre la passione per la lettura e negli ultimi anni anche per la scrittura, dedicandosi in particolare alla poesia. Ha avuto così inizio una collaborazione fissa con un giornale mensile del Triveneto e nell’ultimo periodo un’altra collaborazione con una rivista internazionale culturale.
Nel dicembre del 2015 esce la prima pubblicazione di una raccolta di poesie dal titolo “Quando vedrai l’aurora”, mentre a marzo del 2017 viene pubblicata la seconda raccolta di poesie inedite “Armoniosi silenzi”.
A maggio del 2016 ho avuto una menzione di merito al concorso di poesia “Città di Conegliano”,
nella primavera del 2017 una seconda citazione di merito al concorso “Tu sei in me “ (Roma).
 Pagine facebook 



domenica 22 ottobre 2017

OLTRE SCRITTURA SEGNALA “SELVAGGIA VOGLIA DI LEI” DI GIULIA AMARANTO



Titolo: Selvaggia voglia di lei
Autore: Giulia Amaranto
Genere: Racconto erotico/d'amore F/F


Prezzo: € 1,99 (gratis con K. Unlimited)
Data pubblicazione: 20 OTTOBRE 2017
Formato: ebook
Editore: (self) Amazon


 Sinossi
Selvaggia è una ragazza senza pudore. Ogni sera, nel suo pick-up, si esibisce per gli uomini del piccolo paese di campagna in cui abita. Quando il suo spettacolo erotico termina, prova un vago senso di vuoto, ma ormai non riesce a fare a meno di esibirsi. Una sera, però, una ragazza del paese le fa una scenata in pubblico durante uno spettacolo, facendola sentire per la prima volta una svergognata. Selvaggia è incuriosita da quella bellissima signorina "perbene", che si chiama Marianna, e pian piano comincia a farsi strada nella sua vita. La curiosità fa presto spazio a una attrazione irresistibile e Selvaggia comincia a provare una intensa passione per lei. Qual è il segreto che Marianna nasconde e che infiammerà ancora di più il cuore e il corpo di Selvaggia?

giovedì 19 ottobre 2017

OLTRE SCRITTURA SEGNALA L'ISOLA DI ORTIGIA DI ELISABETTA MATTIOLI





Irene, una ragazza che sente dentro di sé la necessità di vivere una vita vera, si trasferisce a Roma, studia all'Università e lavora al contempo come cameriera in un ristorante il cui gestore non perde occasione per metterle le mani addosso. Ben presto Irene realizza il suo sogno e trova occupazione a New York, dove riesce a imporsi lavorativamente e dove conduce una vita sessuale disinibita, dividendosi tra Claudio, un uomo dal quale è irresistibilmente attratta, e il suo ex amante di Roma. Tra perdite e riconquiste, tra America e Italia, Irene si troverà a dover fare i conti con il proprio Destino...

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BIOGRAFIA AUTRICE
ELISABETTA MATTIOLI

Elisabetta Mattioli è nata il 30 agosto 1976 a Bologna.Ad aprile 2013, è uscito il primo libro di poesie “Nosy”, edito dalla Leonida, a  giugno 2014, è arrivata finalista al concorso di poesia erotica, promosso dalla Associazione Sensualmente (Roma) con la poesia “Ti sento”. A luglio 2014, è uscito il secondo libro di poesie “Entropia distratta”, edito dall’Aletti. A dicembre 2014 ha vinto il premio nazionale di narrativa erotica, “Eroticamente” promosso dalla Associazione Sensualmente (Roma) e ricevuto la menzione speciale del Presidente di Giuria. (Gianfranco Borelli). A luglio 2014, è presente con una favola “Rocco il ranocchio” nell’antologia “Il sole ha rubato i colori alla coda del gallo”, pubblicata dalla Rupe Mutevole. A ottobre 2014, è presente un racconto horror “Marilinda”, nell’antologia curata dal circolo ESESCIFI. Ad aprile 2015, è arrivata finalista, con una foto  “La natura del Peten”, al concorso artistico promosso
dall’Associazione Luce dell’arte. A maggio 2015, è arrivata seconda, al Premio Nazionale di Filosofia, nella categoria “epitaffi funebri ironici”, promosso dall’Associazione per le pratiche filosofiche, di Certaldo. Ad agosto 2015, è uscito il terzo libro di poesie “Fiore di loto”, edito dalla Temperino rosso. Ad agosto 2015, sono usciti in formato elettronico, nelle principali piattaforme on – line, tre racconti erotici (Catia, Desiré, Profumo salato), editi dalla GDS. Nel mese di aprile del corrente anno, è uscito il mio primo romanzo erotico “La Sacerdotessa”, sempre edito dalla casa editrice GDS. E’ continuativa la collaborazione, con l’Argo Libro, spesso i racconti sono pubblicati nelle loro Antologie, nella Rivista cartacea “Il Segnalibro”, ed anche nel sito. Altre poesie/racconti sono stati pubblicati in varie antologie, da parte di case editrici differenti.

giovedì 28 settembre 2017

Nuovo libro per la poetessa e scrittrice Elisabetta Bagli: "Le nostre due anime" edito da Il Convivio Editore

 OLTRE SCRITTURA SEGNALA
LE NOSTRE DUE ANIME
 DI ELISABETTA BAGLI







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“Le nostre due anime” di Elisabetta Bagli, sin dal titolo, esprime due orizzonti poetici verso i quali si indirizza la silloge: la funzione pronominale del “noi”, indicata dall’aggettivo possessivo “nostre”, che costituisce la simbiosi tra un “io” e un “tu”; e l’espressione dei soggetti che si relega a livello interiore, all’interno dell’anima. Questa semplice premessa permette di comprender meglio come l’opera sia caratterizzata dal sentimento per eccellenza della letteratura italiana: l’amore nella sua molteplicità e nella sua dialettica. (Giuseppe Manitta)

 
Breve Bio autrice

Elisabetta Bagli è nata e si è laureata a Roma, ma vive per la maggior parte dell’anno in Spagna. Le sue poesie sono tradotte in quattro lingue. Dal 2014 è Ambasciatrice Culturale dell’Universum Academy Spagna, quale rappresentante sul territorio spagnolo dell’Universum Academy Switzerland, organizzazione promotrice della diffusione della cultura tra i popoli. Ha collaborato con la casa editrice David and Matthaus come Direttrice delle collane editoriali Castalide e LiberArte; con la stessa Casa Editrice, ha
pubblicato Mina, la fatina del Lago di Cristallo e, nell’Aprile 2013, con ArteMuse Editrice, ha pubblicato la silloge poetica Dietro lo sguardo. La silloge poetica Voce, oggi riproposta da Edizioni Esordienti in una nuova veste, è stata pubblicata per la prima volta nel 2011 e, nel 2013, ha conseguito il premio speciale “Fatamorgana – per libro edito”, conferito dall’Accademia Internazionale “G. Leopardi”.Ha partecipato, ottenendo vari riconoscimenti, a diversi premi letterari, come il “Premio Leandro Polverini” nel 2013 per Dietro lo sguardo e il “I Concurso de poesías y microrelato” de la Revista Internacional “Aquí Latinos”, ricevendo, in questa ultima occasione, un terzo premio per la sua poesia “Dime”. http://www.elisabettabagli.altervista.org/ è il suo blog personale.


mercoledì 27 settembre 2017

Oltre Scrittura segnala Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano di Emanuele Corocher

Oltre scrittura segnala

Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano


di Emanuele Corocher




Il soldato Giuseppe, dopo tante battaglie condotte a cavallo del suo rispettato destriero incontra Sonja, una infermiera slava che amerà poi, tutta la vita. La loro promessa d’amore eterno chiama a testimoni la natura vegetale, raffigurata da una rosa e tutti gli Dei presenti tra le rovine archeologiche dell’antica città di Barnum. Un matrimonio laico che impegna l’altro, in caso di morte prematura di uno dei due, a deporre una rosa tutti i giovedì sulla tomba dell’amato. La romantica e pulita storia d’amore è circondata dalla malvagità della Seconda Guerra Mondiale e loro ne sono consapevoli.  Carneficine, esecuzioni sommarie, deportazioni, lager, delazioni, tradimenti e vendette mostreranno la faccia mostruosa dell’animo umano, al quale si contrappone la nobiltà ed eroica umanità dei personaggi che con Sonja dedicano la loro esistenza a salvare più vite possibili. Persone indimenticabili, vere nelle paure e negli eroismi e mai sdolcinati benché amabili. Sopravvissuto a più di sette anni di guerra, Giuseppe spera di essere utile alla ripresa della sua amata Patria, lavorando nelle miniere in Belgio. Sarà uno dei 262 morti nella Tragedia di Marcinelle l’8 agosto 1956. Il libro,   ci farà conoscere dei comprimari che assumeranno sempre più consistenza e ci porteranno a condividere la difficile integrazione delle famiglie italiane nella società belga.

La dolcissima storia d’amore dei due personaggi serve a ricordarci Giuseppe Corso un giovane uomo che si è sempre rimboccato le maniche scrivendo episodi storici. Amante della vita e dei cavalli è asceso ai verdi pascoli celesti sottoforma di un libero destriero, come desiderava. Nella vita è stato sfortunato ma almeno nella morte si auspica, sia stato esaudito, perché lo meritava. Giuseppe, dimenticato dalla sua terra nativa ma ricordato da coloro che lo amarono.

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lunedì 25 settembre 2017

A Oltre Scrittura la poetessa, Angela Ambrosini. Intervista a cura di Monica Pasero


                                                                                                                                                                                   Come corre il dolore
         fra i boschi graffiati dal vento asciutto che screpola casali canuti di prima neve e da cortile a cortile insegue rare foglie e rami aguzzi fino alla frontiera ultima del giorno che alla sera s'addossa fra lampi 
                       e brividi di cielo…

Tratto dalla lirica “Tempus fugit” di Angela Ambrosini


Leggendo una delle sue opere posso affermare che ci si trova di fronte ad un’autrice il cui estro e la sua professionalità camminano di pari passo. Nei suoi versi trapela forte il suo incedere deciso da anima a mente, i passaggi sono ricchi e sicuri, le parole s’imprimono con forza e ne scaturiscono liriche, dove la bravura, la consapevolezza di sé e l’accuratezza dei dettagli regalano al lettore componimenti che uniscono all’alta qualità linguistica anche una notevole sensibilità. Tutto questo mi fa  pensare, quanto amore e dedizione metta, l’ospite di oggi, nel suo percorso letterario.
La sua verve artistica è potente, si espande in vari settori spaziando dalla lirica, alla prosa, all’ arte, al teatro; una figura completa, la sua, di una donna che ha costruito negli anni un bagaglio culturale non indifferente che la vede, oggi, protagonista sia nel lavoro che nelle sue passioni.
Caparbietà, passione e spirito di sacrificio vedo in lei!  E i riconoscimenti premiano questa sua volontà che l’ha portata ad elevarsi come artista regalando, a lei e ai suoi lettori, grandi emozioni. A Oltre Scrittura ho il piacere di ospitare la Poetessa e Scrittrice, Angela Ambrosini.

Innanzitutto la ringrazio di essere qui; leggo che si occupa d’insegnamento: più precisamente è un’insegnante di lingua spagnola; lo spagnolo, a quanto leggo nella sua ricca biografia, sembrerebbe una parte  importante del suo cammino e qui le chiedo: c’è un motivo particolare che l’ha indirizzata verso questo percorso di studio?

Grazie a lei per questa intervista. Il motivo propulsore, subito dopo il diploma di maturità classica, fu la consapevolezza che lo spagnolo stava diventando la seconda lingua al mondo con carattere di internazionalità. Il motivo, diciamo, più autentico rispondeva all’affinità che percepivo tra lo studio di questa lingua e della sua cultura e l’impostazione umanistico-letteraria degli studi svolti. Ho sempre avuto una spiccata propensione per le materie letterarie e una vera passione per l’analisi linguistica dei testi, fossero in greco, latino, inglese o italiano. Così, intraprendendo la facoltà di lingue e lo studio in particolare di una lingua romanza, mi sembrava di dare continuità a un percorso dal quale mi ero sempre sentita appagata.

A lei va il merito della traduzione italiana del Don Juan di Gonzalo Torrente Ballester, Edizioni Jaca Book, 1985.  Vuole raccontare ai nostri lettori come nasce questa collaborazione e l’emozioni provate in questa sua esperienza.

Fu proprio la mia breve collaborazione universitaria del dopo laurea ad aprirmi questa possibilità. Il docente universitario di spagnolo del mio corso, il mai abbastanza compiantoProfessor
Giovanni Allegra, illustre ispanista, avendo capito la mia passioneper la scrittura in senso lato, mi propose la traduzione di questo romanzo imperniato su uno dei miti più longevi e trasversali della letteratura spagnola, il mito del Don Giovanni, appunto, che poco ha di scaramucce amorose (secondo la vulgata più abbordabile) e molto di problematiche teologiche legate all’esercizio del libero arbitrio e del rapporto di sfida titanica che il protagonista instaura con Dio. Difatti, il suggestivo romanzo di Torrente Ballester ripercorre, in una Parigi moderna, le varie versioni che del Don Giovanni ha dato la letteratura universale, mai disgiunte da implicazioni religiose. Lei mi chiede che emozioni ho provato ... beh, infinite, e soprattutto la sensazione di avere un dialogo silente con l’autore, il privilegio di mantenere una comunicazione quasi telepatica con lui, che, essendo allora vivente, ebbi l’onore di conoscere e intervistare in seguito, in un dialogo vero, nella sua terra Natale, la Galizia.Ma la sensazione più persistente, in corso d’opera, fu il timore di inadeguatezza stilistica al testo, testo che un traduttore, pur nel dovere deontologico di fedeltà alla lingua di partenza, deve pur coniugare in modo irreprensibile alla lingua d’arrivo. Insomma, diceva Gogol che nella traduzione deve percepirsi come una lastra di cristallo a dividere i testi delle due lingue. Il compito più arduo è proprio far sì che questa parete trasparente non diventi un muro o uno specchio deformante.

Petrarca  diceva: “Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”  E qui le chiedo: quanto è importante lasciare un buon messaggio in uno scritto?

Importante esattamente quanto lasciare un buon ricordo di sé dopo morti! La scrittura, per chi scrive, è come un lascito ereditario. Non va dissipato, non va oltraggiato, non va tradito, tanto meno da chi ne è il proprietario. Troppe volte leggiamo versi
o prose che suonano inautentici, leziosi, un po’ ruffiani se non addirittura retoricamente allineati alle mode del momento (ivi compreso il politicamente corretto), garanzia di facile successo. Scrivere non è compiacere a tutti i costi il pubblico né appagare il proprio narcisismo. Èun atto di fede e come tale esige abnegazione, limpidezza, coraggio di andare controcorrente, paradossalmente sopprimendo proprio il proprio ego. E inevitabilmente porta a una forma di conoscenza, come afferma il Petrarca nella citazione della sua domanda. Vorrei menzionare al riguardo, per analogia, il pensiero dello scrittore e filosofo americano di fine ottocento Ralph Waldo Emerson, di una modernità impressionante. Nel suo saggio Essere poeta, Emerson afferma, più o meno testualmente, che “ogni uomo vive di verità e ha bisognodi esprimere il suo doloroso segreto”. Infatti “l’uomo è se stesso solo per metà, l’altra metà è la sua espressione”, espressione che, appunto, per rispondere alla sua domanda, s’ identifica con il messaggio che lascia.

Ha al suo attivo svariati riconoscimenti sia nazionali che internazionali, tra tutti ricordo Il premio “World LiteraryPrize alla Cultura”,ricevuto a Parigi nel 2015 ,un ricordo di quel giorno.
Un sole e un caldo incredibili, un teatro di velluto a Pigalle e un’atmosfera un po’ sospesa per l’emozione dell’evento, condotto dalla professionalità e dall’eleganza di Roberto Sarra.

Le sue pubblicazioni sono molteplici, ricordo: Silentes anni e Fragori di rotte (vincitrice del premio editoriale “Scriveredonna”, presieduto da M.L. Spaziani) per le Edizioni Tracce; Controcanto, Edimond (vincitrice del premio “Città di Castello”, prefazione di A. Quasimodo) e Ora che è tempo di sosta, edito da Ctl Editore con la prefazione dell’illustre poetessa e studiosa Ninnj di Stefano Busà.  Quale tra queste sue opere le è più cara e perché?

Veramente mi è sempre più caro l’ultimo libro…. Quindi adesso è il turno di Ora che è tempo di sosta!! L’ultimo libro rappresenta sempre un passo avanti nella traiettoria del percorso artistico e della consapevolezza del sé. L’ultimo libro è quello che contiene i libri precedenti e preannuncia in embrione quelli futuri 
Qui la recensione dell' opera.




Raul Aceves cita: “La poesia abita misteriosamente nelle parole,come l’anima dentro il corpo.”Quanto è importante per lei il rapporto tra spirito e mente nel suo comporre?

Importantissimo, e mi piace che lei me lo chieda, perché normalmente si insiste sempre e in modo stucchevole sull’entità dei sentimenti e delle emozioni in poesia, come se fossero i cardini dell’esperienza poetica. Al contrario, grandi poeti e filosofi ribadiscono la valenza poetica del pensiero e l’inautenticità della poesia intesa solo come espressione di sentimenti. Croce parla della poesia come “unione del tumulto e della calma, dell’impulso passionale e della mente che lo contiene in quanto lo contempla”. Eliot e Wordsworth ravvisano nella fuga dall’io e dalle emozioni di superficie le uniche corde autentiche del poetare, Alda Merini definisce la poesia come linguaggio che si esprime attraverso la cultura. Ma i piccoli sedicenti poeti non leggono i grandi, seducenti poeti e quindi identificano troppo spesso la poesia con un mieloso linguaggio inanellato di tanti banali aggettivi, traduzione simultanea di tanti banali sentimenti, quasi che la forza del pensiero, della cultura, addirittura della lingua stessa fosse un ostacolo per la creazione poetica. Più volte capita anche di orecchiare la stantia cantilena che nel mondo dovrebbero esserci più poeti e più poesia: al contrario io credo che si scriva già troppa poesia a scapito della qualità...

Ha un autore che ama particolarmente al quale si è ispirata?

Più che un autore, direi sicuramente gli autori della nostra grande stagione cosiddetta ermetica, a cominciare dal suo precursore Dino Campana. A quattordici anni venni letteralmente fulminata da Salvatore Quasimodo che poi tanto ermetico non mi pareva se riuscivo a trattenere a memoria intere sue poesie proprio seguendone il sottile filo logico. Gli studi universitari mi orientarono sulla lirica additata da Juan Ramòn Jiménez che in ambito ispanico determina proprio una svolta in chiave ermetica. La sua concezione della “purezza” poetica, scevra da inutili orpelli e da sentimentalismi di maniera, si riassume nel famoso verso “Intelligenza, dammi il nome esatto delle cose”. E questo ci riporta al nucleo della precedente domanda.

Oltre al suo grande amore per la scrittura è insito in lei l’amore per l’Arte che la vede impegnata nel realizzare eventi di vario genere, per tanti artisti, e qui le chiedo: che cosa è per lei l’arte?
Bella domanda! Forse l’arte è una specie di coincidenza degli opposti, è voler esprimere l’inesprimibile, raggiungere l’irraggiungibile, eternare ciò che è temporaneo. L’arte è creazione, una sfida inconsapevole al divino, è voler superare i limiti umani, ma per conoscerli meglio.

 Progetti futuri?
La prosa. Sento la necessità di prendermi un po’ di pausa dal linguaggio fulmineo della poesia, ho bisogno di indugiare più a lungo sulla pagina, ho bisogno di un’estensione orizzontale, analitica del pensiero, non solo verticale e sintetica come avviene in poesia. E poi guardi che la critica che prima rivolgevo a certi poeti vale anche per me! Ho il timore di ripetermi, di cadere nel de ja vu degli stilemi che inevitabilmente chi scrive sedimenta nel proprio processo creativo. Insomma: Ora che è tempo di sosta anche di fatto! Ho in cantiere, sempre con CTL Editore, il mio secondo libro di racconti, ma il puntiglioso controllo che esercito sulla scrittura mi sta inducendo a rivedere certi passaggi, sfrondandone il dettato linguistico.

  Se dovesse definirsi in una sola parola, quale userebbe e perché?
Visionaria. Mi sento così, ma non in quanto alienata dal reale, al contrario, con la volontà e forse la capacità intuitiva di avere una “visione” del mondo concreta e al tempo stesso proiettata oltre il concreto. Per questo il mio concetto di “visione” non si salda all’utopia, alla terra di nessuno, bensì al mito, al retaggio solido degli ideali e della tradizione.



E arriviamo all’ultima domanda, di rito per Oltre Scrittura, e le chiedo: quanto è importante per lei il sogno?
Molto importante, essendo una visionaria! La mia opera prima di racconti, Semi di senape, è nata dai territori impalpabili del sogno, spesso dell’allucinazione, come allegoria di un’angoscia esistenziale sperimentata dopo la morte di mia madre. Borges scrisse persino un Libro di sogniclassificando il sogno stesso come genere letterario primordiale, archetipico, e afferma che tutta la storia della letteratura altro non è che la storia di un immenso sogno, sostenendo anche che tra comporre una poesia e sognare non c’è nessuna differenza. Il concetto del sogno e della vita come sogno viene da molto lontano e ha sostanziato la sensibilità del barocco, sia spagnolo che inglese. E come non ricordare la celebre frase di Shakespeare de La tempesta: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”?


Ringraziando Angela Ambrosini per questa interessantissima intervista, ricordo ai nostri lettori che potete seguirla sulla sua pagina facebook o sui siti indicati.